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Vatican News

La maternità rifiutata: neonati abbandonati in strada. Come prevenire il fenomeno - seconda parte

Cura e conduzione: Paola Simonetti 

Ospite: Marco Griffini, presidente di AIBI

Giorgio è un bambino di pochi giorni, un neonato come tanti, se non fosse particolarmente drammatica ma anche fortunata la sua storia: Giorgio, nome dato in omaggio all’infermiera che lo ha accudito, è stato trovato abbandonato il 24 aprile scorso poco dopo la nascita nel cassonetto del cimitero di Rosolina, in provincia di Rovigo. Dopo l’emergere della notizia è scattata la gara di solidarietà da parte dei cittadini e sono piovute richieste di adozione. Questo è l’ultimo caso di un abbandono di neonato in Italia, ne ricordiamo diversi verificatisi negli anni. Fatti drammatici, frutto di storie di madri forse disperate, certamente sole nel loro percorso di maternità, storie di cui spesso non sappiano nulla e su cui occorre sospendere il giudizio, che ci danno però materiale di riflessione su come poter prevenire abbandoni così estremi quando in ospedale la legge consente di partorire in anonimato e di lasciare il piccolo in tutta sicurezza, salvandogli di fatto la vita. Difficile mettere insieme i dati degli abbandoni, possiamo parlare di stime: l’ultima è della Società italiana di Neonatologia che nel 2012 segnalava che sarebbero 3 mila ogni anno, nel nostro Paese, i neonati che, come lui, vengono partoriti di nascosto, in luoghi non sicuri, e poi lasciati ai margini della strada, o perfino tra i rifiuti. Ma non sono pochi neppure i bambini che nascono in ospedale non riconosciuti. 

08 maggio 2019