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Giornata Alzheimer: la buona prassi della struttura di accoglienza “Il Paese ritrovato” - prima parte

Cura e conduzione: Paola Simonetti 

Ospite: Roberto Mauri - Direttore della cooperativa sociale "La Meridiana" 

Prima svaniscono ricordi ogni tanto, scappa il primo termine sbagliato per definire un oggetto banale. Poi arriva la stessa domanda posta per l'ennesima volta come non la si fosse mai pronunciata, infine si fa strada la costruzione fantastica di realtà parallele, fino a non riconoscere più i propri figli, i propri consorti. La malattia dell'Alzheimer si affaccia così alla vita di una persona anziana, ma ormai sono tanti anche i casi di insorgenza precoce, allo scoccare, ad esempio, dei 50 anni. Progredisce a piccoli passi, inesorabili fino a distruggere capacità residue, personalità, forza interiore, capacità di formulare concetti logici. E la famiglia resta il primo presidio di assistenza totale, che spesso si trasforma in inferno, anche se in un contesto di amore.

Colpisce nel mondo circa 50 milioni di persone, di cui 1,2 milioni in Italia. “Eppure – ci dice il rapporto Mondiale Alzheimer 2019 la demenza è poco conosciuta non solo dalla stragrande maggioranza dei cittadini, ma anche dal personale sanitario. I dati globali, frutto di un sondaggio su 70 mila intervistati in 155 paesi, mostrano che per due intervistati su tre la demenza sia conseguenza del normale invecchiamento. E, a sorpresa, emerge che anche il 62% del personale sanitario (in questi 155 Paesi) pensa (ancora) che la demenza sia conseguenza del normale invecchiamento. Altro dato significativo: circa il 50% delle persone con demenza nel mondo si sente ignorato dal personale sanitario.

In Italia esiste una legge specifica dal 2014 sulla cura e sull’assistenza di queste persone, ma non sono mai state stanziate risorse economiche fondamentali a coprire il fabbisogno. “Il Piano Nazionale Demenze, che traccia le linee di indirizzo per migliorare la qualità e l’appropriatezza degli interventi nel settore, purtroppo dopo 5 anni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non ha ancora ottenuto i finanziamenti necessari a renderlo operativo”, Questa la denuncia di pochi giorno fa al Ilfattoquotidiano.it  della presidentessa della Federazione Alzheimer Italia, Gabriella Salvini Porro. La Federazione ha raccolto a ottobre 2018 oltre 130mila firme con la petizione “Finanziare il Piano Demenze: malati e famiglie non possono più aspettare” per sollecitare l’ex governo gialloverde a destinare fondi adeguati. Ma nulla è stato realizzato. Chi invece ha realizzato è una cooperativa si chiama La meridiana ed è quella che ha progettato un modello di accoglienza unico nel suo genere "Il paese ritrovato", un contesto che non ha nulla a che vedere con un ospedale, quanto con un borgo fatto di strade, luoghi di aggregazione oltre che di alloggi, dove il malato trova libertà, dignità e benessere.  

20 settembre 2019