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Vatican News

L'Aquila a 10 anni dal terremoto, fra difficoltà e sforzi per ricominciare - prima parte

Cura e conduzione: Paola Simonetti 

Ospite: inviato da L'Aquila, Fabio Colagrande 

Erano le 3:32 del 6 aprile 2009 quando un terremoto di magnitudo 5,9 della scala Richter cambiò il volto de L’Aquila e delle frazioni che gli ruotano attorno, ma interessando anche buona parte dell’Italia. La prima forte scossa fu avvertita persino a Roma con una spaventosa intensità. A evento concluso, il bilancio definitivo fu di 309 vittime, oltre 1.600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati. L’immagine simbolo di quella tragedia restano le macerie della Casa dello studente dove morirono 8 ragazzi, sbriciolatasi come un castello di carte. Lo sciame sismico continuò a non dare pace per i tre anni successivi. A dieci anni da quel disastro, ricostruzione c’è stata, anche se fa fatica ad essere rimesso in piedi il patrimonio edilizio pubblico, oltre alla speranza di tornare a una vera normalità. Sono del 14 marzo scorso le dimissioni, poi ritirate, del sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi che fra le sue motivazioni aveva inserito l’assenza dei fondi post- terremoto, ma che ora vuole garantire alla città una rinascita fatta anche e soprattutto di volontà positiva, come ha detto oggi in una lettera aperta. Intanto, nelle prossime ore e nel fine settimana saranno tantissime le iniziative per ricordare la tragedia, ma anche per sottolineare la voglia difarcela degli aquilani.    

05 aprile 2019