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Vatican News

Dal G20 centinaia di milioni di vaccini ai paesi poveri, ma la società civile chiede più coraggio sui brevetti.

Gli impegni assunti dai leader del G20 e dalla Commissione europea a conclusione dei lavori del Global Health Summit sono stati accolti tiepidamente dalla società civile rappresentata al vertice dal Civil-20, che raggruppa oltre 500 Ong di 100 paesi del mondo. A provocare maggiore scontento è il nodo irrisolto della proprietà intellettuale dei vaccini e le resistenze di Big Pharma a fare concessioni sulla liberalizzazione dei brevetti. Eppure, al di là dei fondamentali principi che sono stati espressi nella Dichiarazione di Roma sulla necessità di una sempre maggiore cooperazione internazionale per fare fronte alla pandemia in corso e alle future emergenze sanitarie, lo sforzo finanziario promesso dagli Stati europei e dalla Commissione europea stessa è significativo. Almeno 100 milioni di dosi verranno donate dalla Ce ai paesi poveri nell'ambito del programma Covax, alle quali si aggiungono i 30 milioni di dosi ciascuno da parte di Francie e Germania e i 15 milioni messi sul tavolo dall'Italia, paese che prevede anche 300 milioni di euro in aiuti finanziari per aiutare i paesi a basso e medio reddito a produrre vaccini in proprio. Una presa di coscienza importante a livello internazionale, i cui risultati però rischaino di trovare applicazione troppo lentamente.

Ospiti della trasmissione:

Massimo Gaudina - capo della rappresentanza a Milano della Commissione europea

Riccardo Moro - portavoce e sherpa di Civil-20

Valeria Emmi - sous-sherpa di Civil-20

Conduce: Stefano Leszczynski

26 maggio 2021