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Il governo accelera sulla governance del Pnrr, mai i sindacati: con i licenziamenti niente sviluppo

Il piano di resilienza e ripresa sarà davvero una svolta per l’Italia? E sapremo spendere bene i soldi che arriveranno dall’Europa?

C’è grande attesa su come saranno investiti i 220 miliardi di Bruxelles, sotto forma di prestiti e debito. Del Pnrr se ne continua a parlare e se ne continuerà a parlare per anni. L’Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ha fatto un punto della situazione. Allora l’Allenza afferma che “il  PNRR ha il potenziale di essere il più importante intervento di politica economica e riformatrice nel nostro Paese da decenni a questa parte. Tuttavia, è importante sottolineare che, anche qualora raggiungesse gli obiettivi posti al 2026, questo da solo non basterà a raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030 in tempo utile".  Ricordiamo le sei Missioni del Piano: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.

Una cosa è certa. Il mondo non sarà più lo stesso dopo il Covid. Dunque serve un’economia più umana, meno puntata sullo sfruttamento delle risorse.  Intanto, in Italia si accende lo scontro tra maggioranza e sindacati sullo sblocco dei licenziamenti.

 

Con noi a Radio Vaticana:

Il presidente dell’Alleanza di Asvis Pierliugi Stefanini

Gianbattista Costa, presidente dell’associazione Next Economia per Tutti

Marco Venturelli, segretario generale di Confcooperative

Il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra

28 maggio 2021