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Il turismo spera nelle riaperture. Gli operatori chiedono certezze al governo

Quando le riaperture permetteranno di far ripartire l’economia? Che cosa si sta facendo per tutelare uno settori più vitali della produzione italiana, il turismo?

Nel 2020 i turisti stranieri sono diminuiti del 58 per cento, il 41% degli italiani non ha fatto vacanze, e per quelli che le hanno fatte i soggiorno è stato solo di sette notti. Gli alberghi hanno visto un calo delle presenze del 51%. E nelle città è andata peggio, sono state disertate da due visitatori su tre. E questo pesante calo ha interessato anche le località del turismo religioso.  Il Governo Draghi, con il “decreto sostegni”, ha confermato ristori a favore delle attività economiche e commerciali dei centri storici delle Città Santuario, ma solo per quelle con più di 10mila abitanti e con un finanziamento di soli 10 milioni di euro. In difficoltà cittadine come Assisi, Loreto, Cascia, Pompei, San Giovanni Rotondo.

Meno di un anno fa, il vescovo di Ugento e Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli, scriveva agli operatori del settore del turismo e diceva: “In questo tempo, tutto ci sembra incredibilmente più difficile. Infatti, la fatica di pianificare, gli spostamenti bloccati e il distanziamento sociale rendono difficile non solo il viaggiare ma anche l’accogliere". Ora la Puglia è la regione che potrebbe guidare la riscossa del turismo italiano.

Con noi a Radio Vaticana:

Fabio Rocchi, presidente dell’associazione Ospitalità religiosa.it

Michele Boccardi presidente di Assoeventi

Mons. Vito Angiuli,  vescovo di Ugento e Santa Maria di Leuca

Il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini

Andrea Toma del Censis

13 aprile 2021