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Covid, l'Italia punta all'immunità di gregge per l'estate. Indietro i Paesi in via di sviluppo

A che punto siamo con le vaccinazioni contro il Covid in Italia? Quando arriveranno davvero le dosi nei paesi in via di sviluppo?  Gli ultimi dati ci dicono che la campagna vaccinale in Italia qualche risultato lo sta dando, soprattutto per quanto riguarda le fasce più a rischio. Per quanto riguarda chi ha più di 80 anni, “il numero di decessi Covid-19 da metà febbraio ad oggi rimane pressoché costante".  Secondo il Cnr con il tasso attuale di crescita della campagna di vaccinazione in Italia sarebbero necessari quattro mesi per raggiungere l'obiettivo di 500.000 dosi somministrate in un giorno. Più ottimista il presidente Draghi che definisce non lontano questo obiettivo. Una regione che sta correndo molto nella vaccinazione è il Lazio, che ha superato di quota un milioni di dosi somministrate.

Intanto la Cei,  ha espresso la sua preoccupazione per la situazione sociale del Paese, sottolineando come la pandemia di Coronavirus abbia accentuato quelle che definisce “faglie sociali”. I vescovi italiani hanno inoltre annunciato di essere pronti a mettere a disposizione le strutture edilizie della chiesa per la campagna vaccinale.

Ma i vaccini arrivano col contagocce nei paesi in via di sviluppo.  IL Covax è un programma di acquisti guidato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire vaccini ai paesi più poveri. Finora sono stati distribuiti 32 milioni di dosi a 60 milioni di abitanti. Oxfam ed EMERGENCY hanno lanciato un appello: i monopoli delle aziende sui brevetti e la mancata condivisione della tecnologia sono la vera causa dell’attuale insufficienza di dosi, soprattutto nei Paesi a basso reddito che allo stato attuale saranno in grado di vaccinare solo il 3% della popolazione entro metà anno e il 20% entro la fine del 2021.

 

Con noi a Radio Vaticana:

L’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato,

L’arcivescovo di Gorizia e presidente della di Caritas Italiana, mons. Carlo Alberto Maria Redaelli,

Il professor Aldo Morrone, direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano di Roma,

Sara Albiani, responsabile salute globale di Oxfam Italia 

 

30 marzo 2021