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Ddl Zan: coniugare libertà di pensiero e tutela di tutte le persone per evitare rischi ideologici - 12.11.2020

Licenziato alla Camera il 4 novembre scorso, il disegno di legge Zan sull'omofobia passa all'esame del Senato. Al centro del dibattito la tutela e la dignità della persona, ma restano alcune perplessità su un provvedimento che continua a dividere. "Il rispetto di ciascuna persona, sottolinea Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, è un dovere costituzionale, ma in particolare per un cristiano è un dovere doppio anche per motivi religiosi. Ogni donna e ogni uomo è creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio. Riflettere con serenità su questa legge non può essere inteso come la volontà di mettere in discussione la dignità e la tutela di ogni persona". 

L’articolo 1 del ddl Zan licenziato alla Camera, caratterizza per sesso, orientamento sessuale e genere le persone da tutelare…

R.- Secondo me, l’intera disciplina dovrebbe essere diretta a tutelare la dignità, l’integrità di ciascuna persona. Ora distinguere alcune categorie, significa racchiudere il principio di eguaglianza solamente  in rapporto ad esse, mentre in realtà, oltre a queste che vengono considerate categorie in qualche modo vulnerabili, deboli, ce ne sono molte altre di categorie deboli che rimarrebbero fuori da questa protezione. In linea generale mi chiedo se non occorra riferirsi a una tutela dell’uguaglianza di tutti, senza questa parcellizzazione che rischia di ghettizzare ulteriormente, di categorizzare alcune espressioni della persona.

Professor Mirabelli, l'articolo 4 parla di ‘propaganda delle idee’. C’è in questo caso il rischio che il libero pensiero di un cittadino possa essere sottoposto a un giudizio di idoneità o di valutazione da parte di una legge dello Stato ?

R.- In realtà tutto il disegno di legge presenta dei rischi là dove punisce espressioni che possono essere riferite alla manifestazione del pensiero che è un diritto fondamentale. E’ da valutare se la previsione dell'articolo 4 garantisce questa libertà di manifestazione del pensiero o meno. La formula che è stata adottata, la tutela delle libere espressioni di convincimento, di opinioni legittime riconducibili al pluralismo delle idee, rischia di essere ristretta quando la si circoscrive con l'espressione ‘purché non idonea a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti’, senza che questo possa essere in alcun modo attribuito alla volontà o alla intenzione di chi ha diffuso l'idea o alle circostanze e al contesto in cui è stata manifestata.  Le idee possono anche essere non condivisibili, anzi da contrastare fortemente, ma non da punire con sanzione di carattere penale.

Difendere la famiglia naturale composta da maschio e femmina, può, rispetto al ddl Zan, incorrere in provvedimenti penali?

R. – Il rischio potrebbe esserci. E’ evidente che ci può essere poi una giurisprudenza correttiva o un’interpretazione che sia adeguatrice di questa disposizione rispetto ai precetti costituzionali, ma un testo normativo deve essere chiaro per se stesso. Sia in questo che in altri aspetti della legge, che pur collocandosi all’interno della volontà positiva che c'è di tutelare la dignità delle persone, forse richiede una riflessione, un approfondimento che è possibile in seconda lettura della legge dinanzi al Senato.

La legge istituisce la Giornata nazionale contro l’omofobia coinvolgendo le scuole elementari…

R.- Qui c’è un altro tipo di rischio. Che sia un elemento di propaganda più che di tutela della libertà, dell’accoglienza, dell'inserimento  delle persone indifferentemente dalla loro condizione, dal loro orientamento sessuale, all'interno della comunità con piena dignità ed uguaglianza. Quello che è da evitare e che ci si avvii verso una forma di educazione di Stato sotto il profilo di scelte che possono essere ideologiche. La finalità della scuola è certamente educativa e deve tendere alla inclusione, alla valutazione di un dovere di rispetto della persona che è un dovere costituzionale, ma in termini, ancora una volta, di carattere generale, per tutte le persone, per tutte quelle che potrebbe essere categorie di persone. Ogni soggetto debole deve essere visto, valutato e sostenuto per questo inserimento nella comunità.

12 novembre 2020