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Vatican News

Covid-19: in un libro-diario la lotta dei sanitari di Bergamo per la vita dei pazienti - 22.07.2020

"Forse lo squallore più forte della morte per tanti nostri anziani è morire soli". Lo afferma Luca Lorini, direttore del Dipartimento di emergenza dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. "La solitudine è sempre una povertà in più, scrive Andrea Riccardi della Comunità di Sant'Egidio, nella prefazione dell'instant book "Luca" (Messaggero Padova) scritto da Giulia Cerqueti e Luigi Ginami e promosso dalla Fondazione Santina Zucchinelli. Un volume dedicato al dottor Luca Lorini e al ruolo del personale medico sanitario. Tra questi, l'anestesista Giovanni Di Dedda che per settimane ha fronteggiato in prima linea il coronavirus nella struttura ospedaliera bergamasca. "Tanta sofferenza - testimonia nel libro don Angelo Riva, che ha perso il padre e il vice parroco - deve far maturare la nostra società. Sofferenza e virus che hanno costretto anche la Chiesa a fermarsi". La Fondazione Santina ha donato all’Ospedale Papa Giovanni XXIII due ventilatori polmonari per la terapia intensiva. La Fondazione, di cui don Luigi Ginami è fondatore e presidente in memoria della mamma, compie opere di solidarietà in Perù, Brasile, Messico, Kenya, Iraq, Striscia di Gaza, Vietnam. Nell’ospedale Papa Giovanni XXIII è sorto un ambulatorio “Cuore-Chagas” sostenuto, in ricordo proprio di Santina Zucchinelli, dalla stessa Fondazione.

Centocinquanta vaccini in corsa per sconfiggere il Coronavirus. Almeno 17 tra tutti sono già in sperimentazione sull'uomo. Il punto nell'intervista al professor Roberto Cauda, infettivologo del Policlinico Gemelli di Roma. "Uno dei vaccini in maggiore fase di avanzamento è quello promosso dalla Oxford University in collaborazione con un'azienda italiana di Pomezia, di cui ci sono già  dei dati pubblicati. C'è una grande aspettativa su questo. La Oxford University e la sperimentazione presso l'industria di Pomezia, rende questo vaccino molto interessante. Ce ne sono ovviamente anche degli altri". "Però c'è una cosa che proprio perché sto parlando dalla Radio Vaticana, mi preme sottolineare, ed è stato un qualche cosa che ha detto Bill Gates nelle settimane scorse. Siccome il vaccino deve essere un qualche cosa a disposizione dell'umanità, non può essere soltanto a disposizione di alcuni, ci dev'essere una universalistica distribuzione, sia perché è etico farlo, ma anche, mi permetta di dire, a fine utilitaristici, perché finché ci sono dei focolai di malattia in qualche parte del mondo, nessuno di noi ha la garanzia che questo virus non muti e magari muti in quelle sequenze per cui, il vaccino somministrato ha prodotto degli anticorpi neutralizzanti, il che li renderebbe inefficaci. Quindi attività e rigore scientifico da una parte, ma anche grande eticità dall'altra".

Con noi: 

Luca Lorini, direttore Dipartimento Emergenza, Urgenza e Area critica Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo; 

Roberto Cauda, Direttore clinica Malattie Infettive Policlinico Gemelli di Roma; 

Conduce: Luca Collodi 

 

22 luglio 2020