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Vatican News

Rotta balcanica: Trieste città di approdo e respingimenti di migranti invisibili - prima parte

Uomini, donne, spesso intere famiglie con bambini piccoli, spesso in condizioni climatiche proibitive, privi di qualunque bene essenziale, e quasi sempre senza abiti adeguati, percorrono la cosiddetta rotta balcanica. Un cammino lunghissimo, pieno di incalcolabili ostacoli, che attraversa diversi paesi, fra cui Grecia, Croazia e Bosnia che ad oggi, vista la chiusura delle frontiere di alcuni pesi europei, porta i migranti ad approdare a Trieste. Proprio in Bosnia e Croazia si consuma il "game" cosiddetto, ovvero quell'amaro gioco di riuscire a sconfinare nonostante la massiccia presenza delle autorità che non usano metodi morbidi per fermare queste persone. E a Trieste arrivano stremati, spesso segnati nel corpo per le brutalità subite. Ma nella città si trovano a vivere ai margini, al limite della sopravvivenza. Molti di loro denunciano trasferimenti forzati, respingimenti che appaiono non linea con i diritti sanciti dai trattati internazionali per coloro che cercano salvezza. Trieste è il confine, forse l'ultimo passo verso quello che potrebbe essere il futuro in Europa. Un'associazione fornisce un fondamentale sostegno, anche in rete con le altre istituzioni della città. 

 

Con noi: 

Lorena Fornasir  - Presidentessa associazione "Linea d'Ombra"

Giovanni Schiavone - Vice presidente dell'Associazione Studi giuridici sull'immigrazione

Don Alessandro Amodeo - Direttore della Caritas Diocesana di Trieste  
 

Conduce: Paola Simonetti 

19 giugno 2020