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Al Bambino Gesù, bambino leucemico guarito da gravi effetti collaterali della Car-T - Ansia da coronavirus, come gestirla – 18 febbraio, Giornata mondiale della sindrome di Asperger – Centro Sclerosi Multipla al Bambino Gesù, punto di riferimento nazionale per bambini e adolescenti malati

Al Bambino Gesù, primo caso al mondo di un adolescente affetto da leucemia acuta, guarito da una gravissima infiammazione dovuta alla terapia antitumorale Car-T, che in alcuni casi può provocare effetti collaterali anche letali.  Il successo, avvenuto qualche mese fa, è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Critical Care Explorations”. “Il trattamento con Car-T – dice la dottoressa Gabriella Bottari, intensivista Area Rossa dell’Ospedale pediatrico romano - può esporre ad una forma di tossicità che si chiama sindrome da rilascio cito-chimico, e che può avere manifestazioni molto gravi che mettono a rischio la vita del paziente. Nel caso che abbiamo pubblicato si trattava di un ragazzino di quattordici anni che ha sviluppato una forma di insufficienza respiratoria acuta di origine infiammatoria, dopo l’infusione delle cellule Car. Il bambino è stato trasferito in terapia intensiva con tutti i supporti e a questo abbiamo aggiunto un trattamento di depurazione extracorporea del sangue che è basata, più che sull’aferesi, sull’emoperfusione associata alla terapia renale sostitutiva continua, quindi, anche insieme ai colleghi dell’oncoematologia del gruppo della dialisi abbiamo pensato di produrre questo elemento in più che è l’emoperfusione con riassorbimento. Questo perché l’emoperfusione ha una notevole capacità di rimuovere sostanze infiammatorie nel sangue, quelle che poi ci danno il danno d’organo. Lintuizione – riferisce la dottoressa Bottari - è stata quella di usare un’arma in più, insieme a quello che è stato previsto dalla letteratura scientifica dei protocolli oncoematologici, che avesse la capacità eliminare i mediatori dell’infiammazione, senza indurre un effetto collaterale su queste cellule Car-T, che sono di fatto una terapia viva e che quindi se fosse immuno-soppressa oppure annientata con quello che è il gene suicida che in alcuni casi bisogna usare, potrebbe ridurre l’efficacia terapeutica. Speriamo – conclude la dottoressa Gabriella Bottari, della Terapia Intensiva d’Urgenza dell’Ospedale Bambino Gesù - con questa tecnica di abbattere il tasso di necessità di bloccare la terapia con cellule Car in modo da evitare che le complicanze superino i benefici”.

 

Paura e ansia per il virus Covid-19. Il punto è su come l’informazione venga condotta e il suo impatto sulle persone. “E’ abbastanza naturale che le malattie infettive abbiano un impatto psicologico – dice lo psichiatra e psicoterapeuta, professor Gino Pozzi, responsabile dell’Ambulatorio Disturbi dell’ansia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli – questo è sempre avvenuto nel corso della storia quando ci sono state gravi epidemie con un elevatissimo indice di letalità, cosa che per fortuna non riguarda il Covid che attualmente è implicato nella diffusione di questa malattia respiratoria. E comunque anche oggi ci sono delle caratteristiche delle malattie infettive come l’incontrollabilità, il fatto che tu non veda e, quindi, non sia sicuro di qual è il nemico che hai davanti, che possono innescare dei comportamenti irrazionali”.

 

Martedì 18 febbraio, Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger, dal nome dello scienziato tedesco che, agli inizi degli anni ’40, la diagnosticò come un modo di essere vicino all’autismo. Sono bambini con un’intelligenza e abilità particolari, ma con i quali è complicato relazionarsi. “E’ una diagnosi che viene fatta, a volte, in modo tardivo – riferisce la dottoressa Daniela Chieffo, neuropsicologa e psicoterapeuta della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli - e coinvolge bambini che hanno delle capacità, delle risorse cognitive sorprendenti, anche delle isole di abilità che sono al di sopra della norma. Però, poi la loro difficoltà nel sintonizzarsi con gli altri e, nello stesso tempo, di trovare delle strategie per relazionarsi con gli altri, intercede, impatta nella vita sociale”

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Nel 2014 è nato, presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il Centro Sclerosi Multipla diventato un punto di riferimento nazionale per bambini e ragazzi affetti da questa malattia. Intervista al professore Massimiliano Valeriani, neurologo, responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

(Eliana Astorri)

20 febbraio 2020