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Angelus 9 gennaio 2022

Alessandro Di Bussolo - Città del Vaticano

Prima della preghiera dell'Angelus, il Papa rilegge l’episodio del Battesimo di Gesù nel Giordano descritto nel Vangelo di Luca, e invita a seguire Cristo che prega il Padre mentre viene battezzato. Ricordiamo la data del nostro battesimo, ribadisce, e festeggiamola “è la nostra rinascita”. Impariamo da Gesù che “la preghiera ‘apre il cielo’, dà ossigeno alla vita, respiro anche in mezzo agli affanni”, sottolinea il Papa, e soprattutto “ci fa sentire figli amati dal Padre.

La sua preghiera è un dialogo vivo, una relazione intima con il Padre. Così, nel Vangelo di oggi possiamo vedere i “due movimenti” della vita di Gesù: da una parte scende verso di noi, nelle acque del Giordano; dall’altra eleva lo sguardo e il cuore pregando il Padre.

Questo “è un grande insegnamento per noi, prosegue Francesco, tutti siamo immersi nei problemi della vita”, spesso, “chiamati ad affrontare momenti e scelte difficili che ci tirano in basso”. Ma, “se non vogliamo restare schiacciati, abbiamo bisogno di elevare tutto verso l’alto”. E questo lo facciamo con la preghiera “che non è una via di fuga, non è un rito magico o una ripetizione di cantilene imparate a memoria”.

Pregare è il modo per lasciare agire Dio in noi, per cogliere quello che Lui vuole comunicarci anche nelle situazioni più difficili, per avere la forza di andare avanti. La preghiera ci aiuta perché ci unisce a Dio, ci apre all’incontro con Lui. Sì, la preghiera è la chiave che apre il cuore al Signore.

09 gennaio 2022