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                <title>La nostra fede - Commento al Vangelo</title>
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                <description>Don Fabio Rosini, Direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, propone il commento al vangelo della domenica alla luce della prima lettura, per cogliere la sapienza della liturgia della parola domenicale e la filigrana che unisce i due testi.</description>
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                <pubDate>Fri, 27 Nov 2020 09:00:00 +0100</pubDate>
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                <itunes:subtitle>Don Fabio Rosini, Direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, propone il commento al vangelo della domenica alla luce della prima lettura, per cogliere la sapienza della liturgia della parola domenicale e la filigrana che unisce i due testi.</itunes:subtitle>


                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 29 novembre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della I Domenica di Avvento 
Nel Vangelo di questa Domenica (Mc 13, 33-37) Ges&ugrave; invita i discepoli a vegliare 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli: &laquo;Fate attenzione, vegliate, perch&eacute; non sapete quando &egrave; il momento. &Egrave; come un uomo, che &egrave; partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritorner&agrave;, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!&raquo;. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 22 novembre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della Solennit&agrave; di Cristo Re dell’Universo 
Nel Vangelo di questa Domenica (Mt 25,31-46) Ges&ugrave; parla di ci&ograve; che avverr&agrave; nel Giudizio finale 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli: &laquo;Quando il Figlio dell’uomo verr&agrave; nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, sieder&agrave; sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separer&agrave; gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porr&agrave; le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dir&agrave; a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit&agrave; il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perch&eacute; ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponder&agrave; loro: “In verit&agrave; io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi&ugrave; piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dir&agrave; anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perch&eacute; ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponder&agrave; loro: “In verit&agrave; io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi pi&ugrave; piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna&raquo;. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 15 novembre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XXXIII Domenica del Tempo ordinario 
Nel Vangelo di questa Domenica (Mt 25,14-30) Ges&ugrave; espone al parabola dei talenti 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli questa parabola: &laquo;Avverr&agrave; come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiam&ograve; i suoi servi e consegn&ograve; loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacit&agrave; di ciascuno; poi part&igrave;. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti and&ograve; a impiegarli, e ne guadagn&ograve; altri cinque. Cos&igrave; anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagn&ograve; altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, and&ograve; a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi torn&ograve; e volle regolare i conti con loro. Si present&ograve; colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne port&ograve; altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti dar&ograve; potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si present&ograve; poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti dar&ograve; potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si present&ograve; infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ci&ograve; che &egrave; tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e cos&igrave;, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perch&eacute; a chiunque ha, verr&agrave; dato e sar&agrave; nell’abbondanza; ma a chi non ha, verr&agrave; tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; l&agrave; sar&agrave; pianto e stridore di denti”&raquo;. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 8 novembre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XXXII Domenica del Tempo ordinario 
Nel Vangelo di questa Domenica (Mt 25,1-13) Ges&ugrave; espone la parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli questa parabola: &laquo;Il regno dei cieli sar&agrave; simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con s&eacute; l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poich&eacute; lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alz&ograve; un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perch&eacute; le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perch&eacute; non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arriv&ograve; lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Pi&ugrave; tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verit&agrave; io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perch&eacute; non sapete n&eacute; il giorno n&eacute; l’ora&raquo;. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 1 novembre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della Solennit&agrave; di Tutti i Santi 
Nel Vangelo di questa Domenica (Mt 5,1-12a) Ges&ugrave; proclama le Beatitudini 
In quel tempo, vedendo le folle, Ges&ugrave; sal&igrave; sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: &laquo;Beati i poveri in spirito, perch&eacute; di essi &egrave; il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perch&eacute; saranno consolati. Beati i miti, perch&eacute; avranno in eredit&agrave; la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perch&eacute; saranno saziati. Beati i misericordiosi, perch&eacute; troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perch&eacute; vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perch&eacute; saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perch&eacute; di essi &egrave; il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perch&eacute; grande &egrave; la vostra ricompensa nei cieli&raquo;. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 25 ottobre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XXX Domenica del Tempo ordinario 
Nel Vangelo di questa Domenica (Mt 22,34-40) Ges&ugrave; parla del comandamento pi&ugrave; grande 
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Ges&ugrave; aveva chiuso la bocca ai sadduc&egrave;i, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrog&ograve; per metterlo alla prova: &laquo;Maestro, nella Legge, qual &egrave; il grande comandamento?&raquo;. Gli rispose: &laquo;“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo &egrave; il grande e primo comandamento. Il secondo poi &egrave; simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti&raquo;. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 18 ottobre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XXIX Domenica del Tempo ordinario 
Nel Vangelo di questa Domenica (Mt 22,15-21) Ges&ugrave; dice: rendete a Cesare quello che &egrave; di Cesare e a Dio quello che &egrave; di Dio. 
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Ges&ugrave; nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: &laquo;Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verit&agrave;. Tu non hai soggezione di alcuno, perch&eacute; non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: &egrave; lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?&raquo;.&nbsp;Ma Ges&ugrave;, conoscendo la loro malizia, rispose: &laquo;Ipocriti, perch&eacute; volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo&raquo;. Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domand&ograve; loro: &laquo;Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?&raquo;. Gli risposero: &laquo;Di Cesare&raquo;. Allora disse loro: &laquo;Rendete dunque a Cesare quello che &egrave; di Cesare e a Dio quello che &egrave; di Dio&raquo;. 
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 11 ottobre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni delle Diocesi di Roma, commenta il&nbsp;Vangelo&nbsp;della XXVIII Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo&nbsp;di questa&nbsp;Domenica&nbsp;(Mt 22,1-14) Ges&ugrave; racconta la parabola del banchetto nuziale 
[In quel tempo, Ges&ugrave;, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: &laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mand&ograve; i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mand&ograve; di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono gi&agrave; uccisi e tutto &egrave; pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indign&ograve;: mand&ograve; le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro citt&agrave;. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze &egrave; pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riemp&igrave; di commensali.] Il re entr&ograve; per vedere i commensali e l&igrave; scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutol&igrave;. Allora il re ordin&ograve; ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; l&agrave; sar&agrave; pianto e stridore di denti”. Perch&eacute; molti sono chiamati, ma pochi eletti&raquo;. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 4 ottobre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XXVII Domenica del Tempo ordinario  
Nel Vangelo di questa Domenica (Mt 21,33-43) Ges&ugrave; racconta la parabola dei vignaioli omicidi 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: &laquo;Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piant&ograve; una vigna. La circond&ograve; con una siepe, vi scav&ograve; una buca per il torchio e costru&igrave; una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne and&ograve; lontano. Quando arriv&ograve; il tempo di raccogliere i frutti, mand&ograve; i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mand&ograve; di nuovo altri servi, pi&ugrave; numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mand&ograve; loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui &egrave; l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredit&agrave;!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verr&agrave; dunque il padrone della vigna, che cosa far&agrave; a quei contadini?&raquo;. Gli risposero: &laquo;Quei malvagi, li far&agrave; morire miseramente e dar&agrave; in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo&raquo;. E Ges&ugrave; disse loro: &laquo;Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato &egrave; diventata la pietra d’angolo; questo &egrave; stato fatto dal Signore ed &egrave; una meraviglia ai nostri occhi”? Perci&ograve; io vi dico: a voi sar&agrave; tolto il regno di Dio e sar&agrave; dato a un popolo che ne produca i frutti&raquo;. 
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                        <pubDate>Thu, 01 Oct 2020 08:16:00 +0200</pubDate>
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 27 settembre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XXVI Domenica del Tempo ordinario 
Nel Vangelo di questa Domenica (Mt 21, 28-32) Ges&ugrave; dice: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: &laquo;Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pent&igrave; e vi and&ograve;. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: S&igrave;, signore. Ma non vi and&ograve;. Chi dei due ha compiuto la volont&agrave; del padre?&raquo;. Risposero: &laquo;Il primo&raquo;. E Ges&ugrave; disse loro: &laquo;In verit&agrave; io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti cos&igrave; da credergli&raquo;. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 20 settembre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XXV Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 20, 1-16) Ges&ugrave; racconta la parabola degli operai mandati nella vigna 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli questa parabola: &laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile a un padrone di casa che usc&igrave; all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accord&ograve; con loro per un denaro al giorno e li mand&ograve; nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che &egrave; giusto ve lo dar&ograve;”. Ed essi andarono. Usc&igrave; di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano l&igrave; e disse loro: “Perch&eacute; ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perch&eacute; nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di pi&ugrave;. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, per&ograve;, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perch&eacute; io sono buono?”. Cos&igrave; gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi&raquo;.
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 13 settembre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XXIV Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 18, 21-35) Ges&ugrave; spiega con una parabola la necessit&agrave; di perdonare 
In quel tempo, Pietro si avvicin&ograve; a Ges&ugrave; e gli disse: &laquo;Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovr&ograve; perdonargli? Fino a sette volte?&raquo;. E Ges&ugrave; gli rispose: &laquo;Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.&nbsp;Per questo, il regno dei cieli &egrave; simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poich&eacute; costui non era in grado di restituire, il padrone ordin&ograve; che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cos&igrave; saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituir&ograve; ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasci&ograve; andare e gli condon&ograve; il debito. Appena uscito, quel servo trov&ograve; uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituir&ograve;”. Ma egli non volle, and&ograve; e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perch&eacute; tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver piet&agrave; del tuo compagno, cos&igrave; come io ho avuto piet&agrave; di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finch&eacute; non avesse restituito tutto il dovuto. Cos&igrave; anche il Padre mio celeste far&agrave; con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello&raquo;.
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 6 settembre 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XXIV Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 18,15-20) Ges&ugrave; dice ai suoi discepoli &laquo;Tutto quello che legherete sulla terra sar&agrave; legato in cielo&raquo;  
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli: &laquo;Se il tuo fratello commetter&agrave; una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolter&agrave;, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolter&agrave;, prendi ancora con te una o due persone, perch&eacute; ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolter&agrave; costoro, dillo alla comunit&agrave;; e se non ascolter&agrave; neanche la comunit&agrave;, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verit&agrave; io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sar&agrave; legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sar&agrave; sciolto in cielo. In verit&agrave; io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che &egrave; nei cieli gliela conceder&agrave;. Perch&eacute; dove sono due o tre riuniti nel mio nome, l&igrave; sono io in mezzo a loro&raquo;.
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 30 agosto 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XX Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 16,21-27) Ges&ugrave; dice ai discepoli : &laquo; Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua&raquo; 
In quel tempo, Ges&ugrave; cominci&ograve; a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: &laquo;Dio non voglia, Signore; questo non ti accadr&agrave; mai&raquo;. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: &laquo;Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perch&eacute; non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!&raquo;. Allora Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli: &laquo;Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perch&eacute; chi vuole salvare la propria vita, la perder&agrave;; ma chi perder&agrave; la propria vita per causa mia, la trover&agrave;. Infatti quale vantaggio avr&agrave; un uomo se guadagner&agrave; il mondo intero, ma perder&agrave; la propria vita? O che cosa un uomo potr&agrave; dare in cambio della propria vita? Perch&eacute; il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora render&agrave; a ciascuno secondo le sue azioni&raquo;.
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 23 agosto 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XX Domenica del Tempo ordinario 
Nel Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 16,13-20) Ges&ugrave; dice a Simon Pietro : &laquo;Tu sei Pietro e su questa pietra edificher&ograve; la mia Chiesa&raquo; 
In quel tempo, Ges&ugrave;, giunto nella regione di Cesar&egrave;a di Filippo, domand&ograve; ai suoi discepoli: &laquo;La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?&raquo;. Risposero: &laquo;Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri El&igrave;a, altri Gerem&igrave;a o qualcuno dei profeti&raquo;. Disse loro: &laquo;Ma voi, chi dite che io sia?&raquo;. Rispose Simon Pietro: &laquo;Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente&raquo;. E Ges&ugrave; gli disse: &laquo;Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perch&eacute; n&eacute; carne n&eacute; sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che &egrave; nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificher&ograve; la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te dar&ograve; le chiavi del regno dei cieli: tutto ci&ograve; che legherai sulla terra sar&agrave; legato nei cieli, e tutto ci&ograve; che scioglierai sulla terra sar&agrave; sciolto nei cieli&raquo;. Allora ordin&ograve; ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 16 agosto 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XX Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 15, 21-28) Ges&ugrave; guarisce la figlia di una Canan&egrave;a 
In quel tempo, partito di l&agrave;, Ges&ugrave; si ritir&ograve; verso la zona di Tiro e di Sid&ograve;ne. Ed ecco una donna Canan&egrave;a, che veniva da quella regione, si mise a gridare: &laquo;Piet&agrave; di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia &egrave; molto tormentata da un demonio&raquo;. Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: &laquo;Esaudiscila, perch&eacute; ci viene dietro gridando!&raquo;. Egli rispose: &laquo;Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele&raquo;. Ma quella si avvicin&ograve; e si prostr&ograve; dinanzi a lui, dicendo: &laquo;Signore, aiutami&raquo;. Ed egli rispose: &laquo;Non &egrave; bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini&raquo;. &laquo;&Egrave; vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni&raquo;. Allora Ges&ugrave; le replic&ograve;: &laquo;Donna, grande &egrave; la tua fede! Avvenga per te come desideri&raquo;. E da quell’istante sua figlia fu guarita.
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 9 agosto 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XIX Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 14, 22-33) Ges&ugrave; dice a Pietro: &laquo;Uomo di poca fede, perch&eacute; hai dubitato?&raquo;  
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Ges&ugrave; costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finch&eacute; non avesse congedato la folla. Congedata la folla, sal&igrave; sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lass&ugrave;, da solo. La barca intanto distava gi&agrave; molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli and&ograve; verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: &laquo;&Egrave; un fantasma!&raquo; e gridarono dalla paura. Ma subito Ges&ugrave; parl&ograve; loro dicendo: &laquo;Coraggio, sono io, non abbiate paura!&raquo;. Pietro allora gli rispose: &laquo;Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque&raquo;. Ed egli disse: &laquo;Vieni!&raquo;. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e and&ograve; verso Ges&ugrave;. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaur&igrave; e, cominciando ad affondare, grid&ograve;: &laquo;Signore, salvami!&raquo;. E subito Ges&ugrave; tese la mano, lo afferr&ograve; e gli disse: &laquo;Uomo di poca fede, perch&eacute; hai dubitato?&raquo;. Appena saliti sulla barca, il vento cess&ograve;. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: &laquo;Davvero tu sei Figlio di Dio!&raquo;. 
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                        <pubDate>Sun, 09 Aug 2020 14:00:00 +0200</pubDate>
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 2 agosto 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XVIII Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 14, 13-21) Ges&ugrave; compie il segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci 
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Ges&ugrave; part&igrave; di l&agrave; su una barca e si ritir&ograve; in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle citt&agrave;. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sent&igrave; compassione per loro e guar&igrave; i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: &laquo;Il luogo &egrave; deserto ed &egrave; ormai tardi; congeda la folla perch&eacute; vada nei villaggi a comprarsi da mangiare&raquo;. Ma Ges&ugrave; disse loro: &laquo;Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare&raquo;. Gli risposero: &laquo;Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!&raquo;. Ed egli disse: &laquo;Portatemeli qui&raquo;. E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alz&ograve; gli occhi al cielo, recit&ograve; la benedizione, spezz&ograve; i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a saziet&agrave;, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 26 luglio 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni delle Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XVII Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo&nbsp;di questa&nbsp;Domenica&nbsp;(Mt 13, 44-52) Ges&ugrave; paragona il regno dei cieli a un tesoro nascosto nel campo, a un mercante che va in cerca di perle preziose e a una rete gettata nel mare 
In quel tempo Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli: &laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli &egrave; simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli &egrave; simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando &egrave; piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Cos&igrave; sar&agrave; alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sar&agrave; pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?&raquo;. Gli risposero: &laquo;S&igrave;&raquo;. Ed egli disse loro: &laquo;Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, &egrave; simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche&raquo;. 
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                        <pubDate>Sun, 26 Jul 2020 15:37:00 +0200</pubDate>
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 19 luglio 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XVI Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 13, 24-43) Ges&ugrave; racconta le parabole del grano e della zizzania, del granello di senape e del lievito 
In quel tempo, Ges&ugrave; espose alla folla un’altra parabola, dicendo: &laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, semin&ograve; della zizzania in mezzo al grano e se ne and&ograve;. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spunt&ograve; anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perch&eacute; non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dir&ograve; ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”&raquo;. Espose loro un’altra parabola, dicendo: &laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile a un granello di senape, che un uomo prese e semin&ograve; nel suo campo. Esso &egrave; il pi&ugrave; piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, &egrave; pi&ugrave; grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami&raquo;. Disse loro un’altra parabola: &laquo;Il regno dei cieli &egrave; simile al lievito, che una donna prese e mescol&ograve; in tre misure di farina, finch&eacute; non fu tutta lievitata&raquo;. Tutte queste cose Ges&ugrave; disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perch&eacute; si compisse ci&ograve; che era stato detto per mezzo del profeta: &laquo;Aprir&ograve; la mia bocca con parabole, proclamer&ograve; cose nascoste fin dalla fondazione del mondo&raquo;. Poi conged&ograve; la folla ed entr&ograve; in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: &laquo;Spiegaci la parabola della zizzania nel campo&raquo;. Ed egli rispose: &laquo;Colui che semina il buon seme &egrave; il Figlio dell’uomo. Il campo &egrave; il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata &egrave; il diavolo. La mietitura &egrave; la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, cos&igrave; avverr&agrave; alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo mander&agrave; i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquit&agrave; e li getteranno nella fornace ardente, dove sar&agrave; pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!&raquo;. 
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 12 luglio 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XV Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 13,1-23) Ges&ugrave; racconta la parabola del seminatore: “Chi ha orecchi, ascolti” 
Quel giorno Ges&ugrave; usc&igrave; di casa e sedette in riva al mare. Si radun&ograve; attorno a lui tanta folla che egli sal&igrave; su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parl&ograve; loro di molte cose con parabole. E disse: &laquo;Ecco, il seminatore usc&igrave; a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogli&ograve; subito, perch&eacute; il terreno non era profondo, ma quando spunt&ograve; il sole fu bruciata e, non avendo radici, secc&ograve;. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti&raquo;. 
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: &laquo;Perch&eacute; a loro parli con parabole?&raquo;. Egli rispose loro: &laquo;Perch&eacute; a voi &egrave; dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non &egrave; dato. Infatti a colui che ha, verr&agrave; dato e sar&agrave; nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sar&agrave; tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perch&eacute; guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Cos&igrave; si compie per loro la profezia di Isa&igrave;a che dice: “Udrete, s&igrave;, ma non comprenderete, guarderete, s&igrave;, ma non vedrete. Perch&eacute; il cuore di questo popolo &egrave; diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perch&eacute; non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”.&nbsp;Beati invece i vostri occhi perch&eacute; vedono e i vostri orecchi perch&eacute; ascoltano. In verit&agrave; io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ci&ograve; che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ci&ograve; che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! 
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ci&ograve; che &egrave; stato seminato nel suo cuore: questo &egrave; il seme seminato lungo la strada. Quello che &egrave; stato seminato sul terreno sassoso &egrave; colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in s&eacute; radici ed &egrave; incostante, sicch&eacute;, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi &egrave; colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non d&agrave; frutto. Quello seminato sul terreno buono &egrave; colui che ascolta la Parola e la comprende; questi d&agrave; frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno&raquo;. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 5 luglio 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XIV Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 11, 25-30) Ges&ugrave; rende lode al Padre perch&eacute; ha rivelato il Vangelo ai piccoli 
In quel tempo Ges&ugrave; disse: &laquo;Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perch&eacute; hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. S&igrave;, o Padre, perch&eacute; cos&igrave; hai deciso nella tua benevolenza. Tutto &egrave; stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorr&agrave; rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi dar&ograve; ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti &egrave; dolce e il mio peso leggero&raquo;. 
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                        <pubDate>Sun, 05 Jul 2020 15:48:00 +0200</pubDate>
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 28 giugno 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XIII Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 10, 37-42) Ges&ugrave; dice: “Chi non prende la sua croce e non mi segue non &egrave; degno di me” 
In quel tempo, disse Ges&ugrave; ai suoi discepoli: &laquo;Chi ama il padre o la madre pi&ugrave; di me non &egrave; degno di me; chi ama il figlio o la figlia pi&ugrave; di me non &egrave; degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non &egrave; degno di me. Chi avr&agrave; trovato la sua vita, la perder&agrave;: e chi avr&agrave; perduto la sua vita per causa mia, la trover&agrave;. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avr&agrave; la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avr&agrave; la ricompensa del giusto. E chi avr&agrave; dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perch&eacute; &egrave; mio discepolo, in verit&agrave; io vi dico: non perder&agrave; la sua ricompensa&raquo;. 
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                        <pubDate>Sun, 28 Jun 2020 15:59:00 +0200</pubDate>
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 21 giugno 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della XII Domenica del Tempo ordinario 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 10, 26-33) Ges&ugrave; dice: “Non abbiate paura” 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi apostoli: &laquo;Non abbiate paura degli uomini, poich&eacute; nulla vi &egrave; di nascosto che non sar&agrave; svelato n&eacute; di segreto che non sar&agrave; conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Ge&egrave;nna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadr&agrave; a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete pi&ugrave; di molti passeri! Perci&ograve; chiunque mi riconoscer&agrave; davanti agli uomini, anch’io lo riconoscer&ograve; davanti al Padre mio che &egrave; nei cieli; chi invece mi rinnegher&agrave; davanti agli uomini, anch’io lo rinnegher&ograve; davanti al Padre mio che &egrave; nei cieli&raquo;. 
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                        <pubDate>Sun, 21 Jun 2020 16:06:00 +0200</pubDate>
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 14 giugno 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della Solennit&agrave; del Corpus Domini 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Gv 6, 51-58) Ges&ugrave; dice: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo” 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse alla folla: &laquo;Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr&agrave; in eterno e il pane che io dar&ograve; &egrave; la mia carne per la vita del mondo&raquo;. Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: &laquo;Come pu&ograve; costui darci la sua carne da mangiare?&raquo;. Ges&ugrave; disse loro: &laquo;In verit&agrave;, in verit&agrave; io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter&ograve; nell’ultimo giorno. Perch&eacute; la mia carne &egrave; vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cos&igrave; anche colui che mangia me vivr&agrave; per me. Questo &egrave; il pane disceso dal cielo; non &egrave; come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivr&agrave; in eterno&raquo;.&nbsp; 
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 7 giugno 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della Solennit&agrave; della Santissima Trinit&agrave; 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Gv 3, 16-18) Ges&ugrave; dice: Dio ha mandato il Figlio nel mondo non per condannarlo ma per salvarlo 
In quel tempo, disse Ges&ugrave; a Nicodemo: &laquo;Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perch&eacute; chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perch&eacute; il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non &egrave; condannato; ma chi non crede &egrave; gi&agrave; stato condannato, perch&eacute; non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio&raquo;. 
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 31 maggio 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della Solennit&agrave; di Pentecoste 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Gv 20, 19-23) Ges&ugrave; dice ai discepoli: &laquo;Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati&raquo; 
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges&ugrave;, stette in mezzo e disse loro: &laquo;Pace a voi!&raquo;. Detto questo, mostr&ograve; loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Ges&ugrave; disse loro di nuovo: &laquo;Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi&raquo;. Detto questo, soffi&ograve; e disse loro: &laquo;Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati&raquo;. 
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 24 maggio 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della Solennit&agrave; dell’Ascensione del Signore 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Mt 28, 16-20) Ges&ugrave; risorto dice ai discepoli: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” 
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Ges&ugrave; aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi per&ograve; dubitarono. Ges&ugrave; si avvicin&ograve; e disse loro: &laquo;A me &egrave; stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ci&ograve; che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo&raquo;. 
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                <item>
                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 17 maggio 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della VI Domenica di Pasqua 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Gv 14, 15-21) Ges&ugrave; dice: “Io pregher&ograve; il Padre ed egli vi dar&agrave; un altro Par&agrave;clito” 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli: &laquo;Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregher&ograve; il Padre ed egli vi dar&agrave; un altro Par&agrave;clito perch&eacute; rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verit&agrave;, che il mondo non pu&ograve; ricevere perch&eacute; non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perch&eacute; egli rimane presso di voi e sar&agrave; in voi. Non vi lascer&ograve; orfani: verr&ograve; da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedr&agrave; pi&ugrave;; voi invece mi vedrete, perch&eacute; io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi &egrave; colui che mi ama. Chi ama me sar&agrave; amato dal Padre mio e anch’io lo amer&ograve; e mi manifester&ograve; a lui&raquo;.&nbsp;&nbsp; 
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                        <title>Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 10 maggio 2020</title>
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                            <![CDATA[
                             Don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma, commenta il Vangelo della V Domenica di Pasqua 
Nel&nbsp;Vangelo di questa Domenica&nbsp;(Gv 14, 1-12) Ges&ugrave; dice: “Io sono la via, la verit&agrave; e la vita” 
In quel tempo, Ges&ugrave; disse ai suoi discepoli: &laquo;Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sar&ograve; andato e vi avr&ograve; preparato un posto, verr&ograve; di nuovo e vi prender&ograve; con me, perch&eacute; dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via&raquo;. Gli disse Tommaso: &laquo;Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?&raquo;. Gli disse Ges&ugrave;: &laquo;Io sono la via, la verit&agrave; e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto&raquo;. Gli disse Filippo: &laquo;Signore, mostraci il Padre e ci basta&raquo;. Gli rispose Ges&ugrave;: &laquo;Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre &egrave; in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre &egrave; in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verit&agrave;, in verit&agrave; io vi dico: chi crede in me, anch’egli compir&agrave; le opere che io compio e ne compir&agrave; di pi&ugrave; grandi di queste, perch&eacute; io vado al Padre&raquo;. 
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