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Afghanistan, un elicottero evacua i feriti dopo il forte terremoto di ieri Afghanistan, un elicottero evacua i feriti dopo il forte terremoto di ieri 

La vicinanza del Papa al popolo dell'Afghanistan colpito da un forte sisma

Le vittime e i feriti del terremoto che ieri ha investito il Paese asiatico, ma anche il dolore per l'uccisione di due gesuiti e un laico in Messico e la necessità di non dimenticare l'Ucraina ancora in guerra, nelle parole di Francesco all'udienza generale di questo mercoledì

Adriana Masotti - Città del Vaticano 

Papa Francesco è vicino alla popolazione dell'Afghanistan, colpito la notte scorsa da un violento terremoto che ha provocato, secondo un bilancio che continua ad aggravarsi, almeno 1000 vittime e circa 1500 feriti. La scossa, di magnitudo 6.1, ha avuto epicentro nel sudest del Paese, al confine con il Pakistan. Il governo ha richiesto soccorsi immediati alle agenzie umanitarie per prevenire una catastrofe umanitaria. Queste le parole del Papa pronunciate all'udienza generale di oggi prima dei saluti in lingua italiana:

Nelle scorse ore un terremoto ha provocato vittime e danni ingenti in Afghanistan: esprimo la mia vicinanza ai feriti e a chi è stato colpito dal sisma, e prego in particolare per quanti hanno perso la vita e i loro familiari. Auspico che con l’aiuto di tutti si possano alleviare le sofferenze della cara popolazione afghana.

Le prime risposte alla richiesta d'aiuto del governo

"Chiediamo alla comunità internazionale" e "a tutte le organizzazioni umanitarie di aiutare il popolo afghano a far fronte a questa grande tragedia", si legge in un messaggio diffuso dal portavoce del governo talebano, Zabihullah Mujahid, che ha annunciato l'invio di generi alimentari, medicine e abiti nelle zone colpite. E la solidarietà internazionale compie i suoi primi passi: Emergency ha inviato sul posto sette ambulanze per supportare i soccorsi in loco e trasportare i feriti nei propri centri di primo soccorso adiacenti alla zona colpita, riferisce la stessa Ong in un comunicato. "Questa ennesima tragedia - ha aggiunto Stefano Sozza, Country Director di Emergency in Afghanistan - non fa che peggiorare ancora una volta la condizione di fragilita' e difficolta' economica e sociale in cui da mesi versa l'Afghanistan. Da parte loro l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari e la missione Onu stanno valutando i bisogni e le modalità di intervento e anche Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell'Ue sta monitorando da vicino la situazione per coordinare l'assistenza europea. 

La violenza in Messico

In Piazza San Pietro, Papa Francesco prosegue esprimendo "dolore e sgomento per l’uccisione, in Messico, l’altro ieri, di due religiosi fratelli miei gesuiti e di un laico". E afferma:

Quante uccisioni, in Messico! Sono vicino con l’affetto e la preghiera alla comunità cattolica colpita da questa tragedia. Ancora una volta, ripeto che la violenza non risolve i problemi ma accresce inutili sofferenze.

I due religioni, Javier Campos e Joaquin Mora, sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco all'interno della chiesa a Cerocahui, Tarahumara, nello Stato settentrionale di Chihuahua. Al momento non e' stata ancora rivelata l'identità della terza vittima. E ancora da chiarire la dinamica dell'uccisione. Su Twitter, padre Arturo Sosa Abascal, preposito generale della Compagnia di Gesu', si e' detto profondamente "scioccato e rattristato" per quanto avvenuto e ha assicurato la propria vicinanza ai confratelli in Messico e alle famiglie delle vittime esortando a "fermare la violenza nel nostro mondo e tante sofferenze inutili".

Non dimentichiamo il popolo ucraino

Infine, ancora una volta, il pensiero di Francesco va alla guerra in Ucraina che nell'opinione pubblica rischia di passare in secondo piano, come già osservato all'Angelus di domenica scorsa. Il Papa dice:

I bambini che erano con me nella papamobile erano bambini ucraini: non dimentichiamo l’Ucraina. Non perdiamo la memoria della sofferenza di quel popolo martoriato.

I piccoli provenienti dall'Ucraina, saliti sull’auto del Papa, sono stati accolti da una scuola primaria di Roma, la Alberto Cadlolo, per far loro proseguire gli studi. 

 

Ultimo aggiornamento ore 14.25

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22 giugno 2022, 09:54

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