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Il Papa all'incontro dei Movimenti popolari a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia (2015) Il Papa all'incontro dei Movimenti popolari a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia (2015)  (Lidyane Ponciano)

Il Papa partecipa alla seconda fase dell'Incontro mondiale dei Movimenti popolari

La seconda sessione dell'incontro che raduna numerose realtà - ambulanti, cartoneros, minatori, lavoratori di mestieri popolari e altre categorie socialmente marginalizzate - si svolgerà in modalità virtuale nel primo pomeriggio del 16 ottobre e vedrà la presenza di Francesco con un messaggio

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Il quarto incontro arriva sulla scia di una riunione di lavoro dello scorso luglio che ha riunito i rappresentanti dei movimenti popolari delle Americhe (Nord, Centro e Sud), Europa, Africa e Asia. Nel corso dell’incontro si era discusso dell'impatto del COVID-19 sui lavoratori più umili, diseredati e scartati, e dei problemi che l'umanità si trova a dover fronteggiare attualmente, tra cui le cosiddette “3T”: terra, casa e lavoro (tierra, techo y trabajo in spagnolo), i tre "diritti sacri" che hanno dato forma ai dialoghi con Papa Francesco nei tre incontri precedenti (Vaticano, 2014 e 2016; Santa Cruz de la Sierra, 2015).

Nell’enciclica Fratelli tutti, Francesco incorpora le 3T nel magistero sociale della Chiesa come criteri fondamentali della giustizia sociale, notando che "è possibile desiderare un pianeta che assicuri terra, casa e lavoro a tutti" (n. 127). Nell'enciclica il Papa si riferisce ampiamente ai movimenti popolari, che ha "deciso di accompagnare, nel loro cammino autonomo"1 per le loro pratiche di solidarietà "tanto speciale tra coloro che soffrono" (n. 116); per il loro senso di comunità nel prendersi cura gli uni degli altri (n. 152); per la creatività e l'impegno dei movimenti popolari; per il loro "speciale senso di solidarietà" (n. 152); per la creatività e l'attuazione di "varie forme di economia popolare e di produzione comunitaria" su cui si deve contare "per lo sviluppo umano integrale", nella consapevolezza "che senza di esse la democrazia si atrofizza, diventa un nominalismo, una formalità, perde rappresentatività, va disincarnandosi perché lascia fuori il popolo nella sua lotta quotidiana per la dignità, nella costruzione del suo destino" (n 169). Con questo in mente, il cardinale Peter K.A. Turkson riconosce i movimenti popolari "come una fonte di cambiamento, di solito li chiamiamo ‘apostoli del cambiamento’ perché sono in contatto diretto con coloro che soffrono l'ingiustizia. I movimenti popolari stanno facendo la storia, promuovendo il cambiamento, e la sfida è quella di superare le ragioni strutturali della povertà e dell'ingiustizia".

Così, il prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Integrale esorta a "unirsi per promuovere l'agenda comune dei movimenti popolari". Non è solo una lotta contro una struttura economica, ma contro strutture politiche, proponendo di rivitalizzare i sistemi in modo da realizzare un mondo di giustizia e uguaglianza".

Programma

Il quarto Incontro si terrà su Zoom in spagnolo, italiano, inglese, portoghese e francese. L’evento sarà trasmesso sui canali YouTube dei Movimenti Popolari, di Vatican News e del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Durerà circa due ore. I MP condivideranno con il Papa il loro lavoro e le loro lotte durante i momenti più difficili della pandemia da COVID-19, attraverso la proiezione del video “Il potere del noi”, e presenteranno il documento “Salvare l'umanità e il pianeta”, una sintesi dei loro dialoghi sulle criticità che affronta oggi l'umanità. Francesco affiderà poi un messaggio a tutti i delegati partecipanti.

Partecipazione

Gli incontri sono uno spazio di fratellanza che riunisce i rappresentanti dei movimenti popolari di tutte le parti del mondo, di diverse religioni e culture. Partecipano delegati provenienti da Nord, Centro e Sud America, Europa, Africa, Asia e Oceania. Si tratta di cartoneros, venditori ambulanti, sarte, artigiani, pescatori, contadini, costruttori, minatori, lavoratori di imprese recuperate, cooperative di ogni tipo, lavoratori di mestieri popolari, lavoratori cristiani di vari mestieri e professioni, lavoratori di quartieri e baracche che praticano la cultura dell'incontro e camminano insieme.

Da sette anni, i poveri, i negletti e gli esclusi, provenienti dalle periferie urbane, rurali e lavorative, si riuniscono nell'EMMP in dialogo con Papa Francesco, per far sentire e rendere visibile la loro preoccupazione per le crescenti ingiustizie causate da un sistema capitalista che genera esclusione. Si riuniscono per riflettere e condividere le loro lotte sociali, organizzate a livello comunitario, e soprattutto per proporre soluzioni alternative e nuove forme di lotta in difesa dei diritti che li accomunano, in particolare terra, casa e lavoro.

13 ottobre 2021, 14:16