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Francesco: seguiamo, come Sant’Ignazio, il cammino che ci indica Gesù

Nel videomessaggio in occasione della preghiera internazionale, all'inizio dell’Anno ignaziano, il Papa si sofferma sul cammino di conversione: “In questo pellegrinaggio sulla terra - ricorda - incontriamo altri, come fece Ignazio nella sua vita". "Sono segnali che ci aiutano a mantenere la rotta e che c’invitano a convertirci ogni volta di nuovo”

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Il 20 maggio del 1521 infuria la battaglia di Pamplona che vede contrapporsi l'esercito spagnolo e quello del Regno di Navarra. Il castello cittadino viene assediato dalle truppe francesi. Tra quanti accorrono in difesa della fortezza c’è anche un giovane, Iñigo López, nato nel 1491 a Loyola. Un colpo di cannone lo ferisce gravemente alle gambe. Riportato a Loyola per una lunga convalescenza, si affida a san Pietro affinché possa guarire e, successivamente, inizia un percorso esistenziale di conversione. Nel videomessaggio, in spagnolo, in occasione della preghiera on line per l’anno ignaziano, Papa Francesco ricorda questo episodio ed esprime un auspicio: tutti quelli che s’ispirano alla spiritualità ignaziana, “possano vivere realmente questo anno come un’esperienza di conversione”.

A Pamplona, 500 anni fa, tutti i sogni mondani di Ignazio andarono in frantumi in un istante. La palla di cannone che lo ferì cambiò il corso della sua vita, e il corso del mondo.  Le cose apparentemente piccole possono essere importanti. Quella palla di cannone significò anche che Ignazio fallì nei sogni che egli aveva per la sua vita. Ma Dio aveva un sogno più grande per lui. Il sogno di Dio per Ignazio non s’incentrava su Ignazio. Si trattava di aiutare le anime. Era un sogno di redenzione, un sogno di uscita nel mondo intero, accompagnato da Gesù, umile e povero.

Il videomessaggio di Papa Francesco per l'Anno ignaziano

La conversione è una questione quotidiana

Quello della conversione è un cammino, un processo di cambiamento. “Quando pensavo alle cose del mondo - scrive Sant’Ignazio nella sua autobiografia - provavo molto piacere, ma quando per stanchezza le abbandonavo, mi sentivo vuoto e deluso. Invece andare a Gerusalemme a piedi nudi, non cibarsi che di erbe, praticare tutte le austerità che avevo conosciuto abituali ai santi, erano pensieri che non solo mi consolavano, ma anche dopo averli abbandonati mi lasciavano soddisfatto e pieno di gioia”. Nel videomessaggio Papa Francesco ricorda il cammino compiuto da Sant’Ignazio. “La conversione - sottolinea il Papa - è una questione quotidiana”.

Raramente è una volta per tutte. La conversione di Ignazio cominciò a Pamplona, ma non terminò lì. Si convertì durante tutta la sua vita, giorno dopo giorno. E questo significa che per tutta la sua vita mise Cristo al centro. E lo fece attraverso il discernimento. Il discernimento non consiste nel riuscire sempre fin dall’inizio, bensì nel navigare e nell’avere una bussola per poter intraprendere il cammino che ha molte curve e tornanti, ma lasciandosi guidare sempre dallo Spirito Santo, che ci conduce all’incontro con il Signore.

In dialogo con Dio

La conversione è un cammino, il segno di un incontro. La conversione, sottolinea Papa Francesco “si fa sempre in dialogo, in dialogo con Dio, in dialogo con gli altri, in dialogo con il mondo”:

In questo pellegrinaggio sulla terra incontriamo altri, come fece Ignazio nella sua vita. Questi altri sono segnali che ci aiutano a mantenere la rotta e che c’invitano a convertirci ogni volta di nuovo. Sono fratelli, sono situazioni, e Dio ci parla anche attraverso di loro. Ascoltiamo gli altri. Leggiamo le situazioni. Siamo cartelli stradali per gli altri, anche noi, mostrando il cammino di Dio.

Nessuno si salva da solo, Gesù ci indica il cammino

Il Papa esprime infine un auspicio: questo anno “sia realmente  un’ispirazione per andare per il  mondo, aiutare le anime, vedendo tutte le cose nuove in Cristo”.

E anche un’ispirazione per lasciarci aiutare. Nessuno si salva da solo: o ci salviamo in comunità o non ci salviamo. Nessuno indica all’altro il cammino. Solo Gesù ci ha indicato il cammino.

L’anno ignaziano

L’Anno ignaziano, il cui motto è “Vedere nuove tutte le cose in Cristo”, è un tempo all’insegna della conversione, ispirata dall’esperienza personale del santo, proposto dalla Compagnia di Gesù, la congregazione religiosa maschile fondata da sant'Ignazio. Si è aperto il 20 maggio ed è scandito da una serie di eventi. La giornata del 23 maggio è dedicata alla preghiera internazionale online “Pilgrims with Ignatius” (su tre fusi orari differenti: Manila, Roma, New York). Il 30 maggio, a Roma, è in programma un evento per i giovani incentrato sul tema "Da Pamplona a Roma, sui passi di sant’Ignazio". Il 29 giugno è prevista la preghiera "Luci di speranza" per affidare a Dio il cammino della provincia euro-mediterranea della Compagnia di Gesù. Un momento di preghiera nell’anniversario del giorno in cui Ignazio cominciò a riprendersi dopo la ferita nella battaglia di Pamplona.

Pellegrini con Ignazio

Il momento centrale dell’anno ignaziano, che si concluderà il 31 luglio 2022, nel giorno della festa liturgica del santo, si vivrà il 12 marzo del prossimo anno in occasione del IV centenario della canonizzazione di Ignazio di Loyola. L’Anno Ignaziano – ha scritto il preposito generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa Abascal - ci offre una grande opportunità da sfruttare fino in fondo evitando di lasciarla passare invano. È un appello a permettere che il Signore operi la nostra conversione. Chiediamo la grazia di essere rinnovati dal Signore. Desideriamo scoprire un nuovo entusiasmo interiore e apostolico, una nuova vita, nuovi cammini per seguire il Signore. Per questo abbiamo scelto come motto dell’anno: vedere tutte le cose nuove in Cristo”.

23 maggio 2021, 20:15