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Il Papa prega per i bambini uccisi in Camerun. Il vescovo: per noi è una consolazione

Monsignor Agapitus Enuyehnyoh Nfon, vescovo di Kumba ringrazia il Pontefice per la vicinanza espressa alla comunità colpita sabato scorso dall'attacco ad una scuola. La gente di Kumba si è sentita veramente consolata, ha detto a Vatican News il presule. L'appello di oggi di Francesco è "che le armi tacciano" e sia garantita l'educazione e il futuro ai giovani

Michele Raviart – Città del Vaticano

“Mi unisco al dolore delle famiglie dei giovani studenti barbaramente uccisi sabato scorso a Kumba, in Camerun. Provo grande sconcerto per un atto tanto crudele e insensato, che ha strappato alla vita i piccoli innocenti mentre seguivano le lezioni a scuola”. Questo l’appello di Papa Francesco al termine dell’udienza generale di oggi, in riferimento alla strage in cui otto bambini hanno perso la vita e dodici sono stati feriti in un attacco armato alla scuola bilingue internazionale “Mother Francisca”, attribuito ai separatisti anglofoni nel sud-ovest del Paese.“Che Dio illumini i cuori”, ha ribadito Francesco, “perché gesti simili non siano mai più ripetuti e perché le martoriate regioni del nord-ovest e del sud ovest del Camerun possano finalmente ritrovare la pace!”. L’auspicio del Pontefice è “che le armi tacciano e che possa essere garantita la sicurezza di tutti e il diritto di ciascun giovane all’educazione e al futuro”.

I ringraziamenti del vescovo di Kumba

“Vorrei ringraziare il Santo Padre per aver condannato questo atto barbarico” è stato il commento all’appello del Papa del vescovo di Kumba, monsignor Agapitus Enuyehnyoh Nfon. La gente di Kumba si è sentita veramente consolata delle parole del Papa, ha detto a Vatican News il presule. La notizia della strage è stata un colpo al cuore per tutta la comunità, che adesso è in lutto, ha ribadito, tanto che ora la gente ha paura di mandare i propri figli a scuola. Sulla situazione generale nel Paese, monsignor Nfon ha sottolineato la situazione degli sfollati che vivono in miseria a causa del conflitto e ricordato l’appello dei vescovi del Camerun a un dialogo inclusivo per porre fine al conflitto: “non possiamo trovare pace, giustizia e tranquillità finchè si combatte”.

Ascolta la dichiarazione del vescovo di Kumba

Tremila morti negli scontri tra esercito e separatisti

Da tre anni gli scontri tra separatisti e forze governative hanno causato più di tremila vittime e almeno 70 mila sfollati nell'ovest del Paese. “Chiedo a tutti gli attori armati di astenersi da attacchi contro i civili e di rispettare il diritto internazionale umanitario e quello internazionale sui diritti umani”, ha sottolineato in un comunicato il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

Le vittime hanno tra i 9 e 12 anni

Il presidente del Camerun Paul Biya ha condannato “il crimine barbaro e vigliacco ai danni di bambini innocenti” e ha assicurato di aver mobilitato tutte le forze di sicurezza per ritrovare i colpevoli e processarli. Le vittime dell’attacco, che non è stato ancora rivendicato, sono alunni di una prima media e avevano tra i 9 e i 12 anni. I feriti sono stati trasportati all’ospedale e sono in condizioni stabili. Alcuni di loro perderanno l’uso delle gambe.

Le reazioni del Wcc 

“Il Consiglio mondiale delle Chiese è inorridito dalla notizia del brutale attacco ai bambini dell’Accademia internazionale Madre Francisca di Kumba”, si legge in un comunicato del Wcc e “si unisce alle Chiese e a tutte le persone di buona volontà in Camerun e nel mondo nel condannare questo atto abominevole”, esprimendo inoltre “vicinanza alle famiglie e alle comunità colpite” e una preghiera “per la guarigione dei bambini feriti”. 

La conferenza dei gesuiti: atto atroce

Su quanto accaduto in Camerun, c'è da registrare la nota della Conferenza dei gesuiti dell’Africa e del Madagascar nella quale si parla di "un atto atroce e spregevole" che "non mostra alcun riguardo per le vite innocenti che rappresentano la speranza per il Camerun e l'Africa”. Un episodio che i gesuiti condannano “con la massima fermezza”, dicendosi “scioccati ed indignati per l’uccisione di bambini innocenti”. “Chiediamo – prosegue la nota - che questa violenza cessi ora e che ai piccoli sia permesso di vivere in sicurezza, senza timore di violenze”. Ribadita, inoltre, la necessità di perseguire i colpevoli, affinché siano “consegnati alla giustizia”. I religiosi gesuiti si dicono, poi, vicini alle famiglie delle vittime ed esortano a “sostenere la comunità di Kumba” in questo “momento di dolore”, esprimendo infine gratitudine per “tutti coloro che offrono assistenza medica ai feriti o altre forme di sostegno immediato alle famiglie dei bambini. Da ricordare che venerdì 30 ottobre, a Kumba, nella Cattedrale del “Sacro Cuore”, si terrà una Messa in suffragio delle vittime, organizzata dalla diocesi locale e sostenuta dall’intera Conferenza episcopale del Paese. 

(Ultimo aggiornamento 28 ottobre 2020, h 17.38)

28 ottobre 2020, 09:42