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La preoccupazione e la preghiera del Papa per la Nigeria

Il Papa ha espresso “particolare preoccupazione” per quanto sta avvenendo in Nigeria, dove da giorni proseguono scontri tra forze di polizia e giovani manifestanti. Nelle parole di Francesco, dopo la preghiera mariana, c'è la preghiera che si eviti sempre ogni forma di violenza attraverso la promozione della giustizia e del bene comune.

Fausta Speranza – Città del Vaticano

"Seguo con particolare preoccupazione le notizie che giungono dalla Nigeria": così Papa francesco dopo la preghiera mariana ha richiamato l'attenzione del mondo sugli "scontri violenti avvenuti di recenti tra le forze dell’ordine e alcuni giovani manifestanti". "Preghiamo il Signore - ha aggiunto - affinché si eviti, sempre, ogni forma di violenza nella costante ricerca dell’armonia sociale attraverso la promozione della giustizia e del bene comune".

I fatti di ottobre nel Paese africano che si affaccia sul Golfo di Guinea

Il movimento di protesta è iniziato all'inizio di ottobre dopo che sui social network era diventato virale un video che mostra agenti della SARS uccidere il 3 ottobre un giovane nella città di Ughelli, nel sud del Paese, ma le autorità nigeriane sostengono che il videa fosse falso. L’uomo che lo aveva realizzato è stato arrestato, aumentando la rabbia dei manifestanti. In particolare si protesta contro l’uso della forza da parte della polizia, in particolare da parte delle Special Anti-Robbery Squad (SARS), unità da anni accusate di gravi violazioni dei diritti umani di cui i manifestanti chiedono l’abolizione. Ma i manifestanti cominciano a chiedere una più generale riforma del Paese.

Ci sono state manifestazioni in tutte le principali città della Nigeria: cortei con centinaia di manifestanti, soprattutto giovani, ci sono stati a Lagos, la città più grande del Paese, e nella capitale Abuja, dove la polizia è intervenuta con gas lacrimogeni per disperdere la folla. L’11 ottobre il capo della polizia nigeriana ha annunciato che la SARS sarebbe stata sciolta con effetto immediato, ma le manifestazioni sono proseguite per chiedere giustizia per le vittime delle violenze della polizia.

25 ottobre 2020, 12:26