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La solidarietà del Papa tra la povertà della Baixada Fluminense

Regione dello Stato di Rio de Janeiro, nel sud-est del Brasile, è uno dei territori più popolosi del Paese in cui la pandemia si è drammaticamente diffusa. Il vescovo Gilson Andrade ha espresso la sua gratitudine a Francesco: "In questo momento in cui la solidarietà è un cammino di speranza per tante persone, siamo felici di poter contare sul suo aiuto"

Anna Poce - Città del Vaticano

La regione della Baixada Fluminense ha una storia di povertà, violenza e abbandono, ma in questi giorni di grave crisi sanitaria - è il teritorio più colpido dal Covid-19 - ha potuto sentire la presenza solidale di Papa Francesco. Nonostante la diocesi di Nova Iguaçu abbia dovuto interrompere le attività pastorali così come le celebrazioni pubbliche delle Messe e delle funzioni, è riuscita a rafforzare in modo particolare i progetti sociali della Caritas diocesana, del Centro per i diritti umani e delle Opere sociali, come anche i progetti delle parrocchie e dei fedeli. Ha inoltre ampliato la sua missione caritativa per rispondere al considerevole aumento delle richieste di aiuto da parte di numerose famiglie.

Il sostegno di Francesco    

Aggiungendo forza a queste iniziative, la diocesi ha ricevuto - attraverso la Nunziatura Apostolica - il sostegno finanziario di 10.000 real da Papa Francesco. Questa generosa offerta è stata interamente utilizzata per l'acquisto di cestini di prodotti alimentari di base e kit igienici già distribuiti alle famiglie dei quartieri più bisognosi dello Stato di Rio de Janeiro.

La speranza ritrovata

Il vescovo di Nova Iguaçu, monsignor Gilson Andrade, ha espresso tutta la sua gratitudine al Pontefice. "In questo momento in cui la solidarietà è un cammino di speranza per tante persone - ha detto - siamo grati a Papa Francesco e ci sentiamo molto felici di poter contare sul suo prezioso aiuto. Egli è il pastore che ha risvegliato il mondo affinché nessuno sia indifferente alle sofferenze altrui. La Chiesa è vicina alle persone non solo geograficamente, ma condivide con loro la vita concreta. I sacerdoti - ha proseguito monsignor Andrade -  hanno assistito all'ascesa di tanti fratelli e sorelle in difficoltà. Il Santo Padre ha teso la mano e la sua carità ha portato gioia e speranza alle persone che sono state incluse in questo aiuto. Così sentiamo ancora più fortemente la nostra comunione e la nostra gratitudine al Santo Padre. La sua carità è per noi un incoraggiamento a continuare a trovare modi per prenderci cura delle persone in questo tempo di incertezza e sofferenza".

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23 giugno 2020, 13:10