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Dal Papa l'augurio alle Chiese d'Oriente per la Pasqua

Il Pontefice al Regina Coeli: "In questo tempo di prova, sentiamo quale grande dono è la speranza che nasce dall’essere risorti con Cristo". In due distinti messaggi i Patriarchi di Costantinopoli Bartolomeo I e di Mosca Kirill scrivono i loro auspici per la Solennità di oggi

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

Oggi al Regina Coeli il Papa ha formulato “un augurio ai fratelli e alle sorelle delle Chiese d’oriente" che oggi celebrano la solennità della Pasqua:

“Insieme annunciamo: 'Davvero il Signore è risorto!'. Soprattutto in questo tempo di prova, sentiamo quale grande dono è la speranza che nasce dall’essere risorti con Cristo! In particolare, mi rallegro con le comunità cattoliche orientali che, per motivi ecumenici, celebrano la Pasqua insieme con quelle ortodosse: questa fraternità sia di conforto là dove i cristiani sono una piccola minoranza”.

In due distinti messaggi i Patriarchi di Costantinopoli Bartolomeo I e di Mosca Kirill  scrivono i loro auspici per la Solennità di oggi. Entrambi sottolineano quanto l’uomo abbia mostrato la sua fragilità in questo momento, ma invitano ad avere fiducia in Gesù e a restare uniti.

A casa i 260 milioni di ortodossi, a Gerusaleme il rito del "Sacro Fuoco"

I cristiani ortodossi sono oltre 260 milioni nel mondo e le autorità religiose e civili hanno chiesto ai fedeli di rimanere a casa, nel timore che il contagio di coronavirus si estenda. Nella sola Russia si contano quasi 43 mila casi, ma gli esperti affermano che l’epidemia qui è arrivata in ritardo di almeno un paio di settimane rispetto all’Europa occidentale. La Pasqua ortodossa si è celebrata anche in Terra Santa. A Gerusalemme si è tenuto il rito del "Sacro Fuoco", che da lì si irradia a tutte le chiese orientali del mondo. In un Santo Sepolcro quasi deserto, una decina di esponenti del clero ortodosso ammessi all'interno hanno partecipato all'attesissima cerimonia che vede il Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme pregare reggendo la lampada tenuta accesa tutto l'anno, ma spenta e riaccesa per l'occasione. Così, vuole la tradizione, il Fuoco sacro scende dal cielo e i fedeli attingendo da quella fiamma accendono le loro candele.

 

 

19 aprile 2020, 12:12