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Il cardinale Philippe Barbarin Il cardinale Philippe Barbarin  (ANSA)

Il Papa accetta la rinuncia del cardinale Barbarin

Assolto in appello dall'accusa di non aver denunciato un sacerdote autore di abusi negli anni '70 e '80 nella diocesi di Lione, in Francia, il porporato aveva presentato le sue dimissioni già l'anno scorso, ma il Papa non le aveva accolte invocando la presunzione d'innocenza

Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi metropolitana di Lione in Francia, presentata dal cardinale Philippe Barbarin. Lo ha reso noto la Sala Stampa vaticana nel Bollettino pubblicato il 6 marzo.

Il porporato, il 30 gennaio scorso, era stato assolto in appello dall'accusa di non aver denunciato i maltrattamenti di un sacerdote nei confronti di un minorenne. La vicenda riguardava un sacerdote della sua diocesi che, cappellano scout negli anni '70 e '80 nei sobborghi di Lione, avrebbe abusato di oltre 70 giovani. Il sacerdote, ridotto allo stato laicale, è stato giudicato colpevole. La sentenza è attesa per il 16 marzo.

Barbarin, che si è sempre dichiarato innocente, già al momento della condanna in primo grado, nel marzo dell'anno scorso, aveva presentato le sue dimissioni, ma il Papa non le aveva accolte, decidendo tuttavia per un ritiro temporaneo dalla guida della Diocesi, affidata ad un amministratore apostolico, monsignor Michel Dubost. Anche dopo l'assoluzione di gennaio, Barbarin aveva nuovamente rimesso il suo mandato nelle mani del Pontefice. 

Il cardinale francese così scrive sul suo account Twitter: "Ai miei fratelli e sorelle della diocesi di Lione, nel momento in cui papa Francesco mi solleva dalla mia carica pastorale, un grande grazie, e un’indicazione molto semplice: seguire Gesù da vicino in una Chiesa al servizio, fraterna e missionaria". Per il porporato, adesso occorre voltare pagina per la Chiesa a Lione.

La Conferenza episcopale francese assicura alla Diocesi di Lione la preghiera fraterna di tutti i cattolici in Francia auspicando che possa continuare l'opera della verità e della riconciliazione che ha iniziato, rinnovando il suo slancio missionario. Alle vittime, i vescovi francesi ribadiscono il loro "profondo dolore per quanto hanno subito".

07 marzo 2020, 08:51