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Il cardinale Oswald Gracias Il cardinale Oswald Gracias 

Il cardinale Gracias rieletto presidente della Conferenza episcopale indiana

La decisione al termine della plenaria biennale dei vescovi indiani dei tre riti: latino, siro-malabarese, siro-malankarese. L’arcivescovo di Bombay è anche membro del Consiglio dei Cardinali All’Assemblea dell'episcopato indiano, la testimonianza dei 7 cristiani innocenti tornati in libertà

Lisa Zengarini – Città del Vaticano

Il cardinale Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, è stato confermato per un secondo mandato alla presidenza della Conferenza episcopale indiana (Cbci). L’elezione è avvenuta ieri,  durante i lavori della plenaria biennale dei vescovi indiani dei tre riti (latino, siro-malabarese, siro-malankarese), riunita dal 13 al 19 febbraio a Bangalore e dedicata al tema del dialogo.

Membro del Consiglio dei Cardinali

Il porporato, 75 anni compiuti il 24 dicembre, è stato confermato due mesi e mezzo fa da Papa Francesco come arcivescovo di Bombay, dopo aver presentato a novembre la rinuncia per il raggiungimento dell’età canonica. Creato cardinale da Benedetto XVI al Concistoro del 24 novembre 2007, il 13 aprile 2013 è stato nominato membro del Consiglio dei Cardinali di Papa Francesco. Oltre a presiedere più volte la Conferenza episcopale interrituale indiana e quella di rito latino, fino al 31 dicembre 2018 è stato presidente della Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia.

All’Assemblea, la testimonianza dei 7 cristiani innocenti tornati in libertà

I sette uomini innocenti - coinvolti loro malgrado nella vicenda dei massacri anticristiani avvenuti nel 2008 a Kandhamal, nello Stato indiano dell'Orissa - tornati in libertà dopo una ingiusta detenzione di 10 anni, sono stati invitati alla 34.a Assemblea plenaria della Conferenza episcopale dell'India (Cbci), che riunisce i vescovi dei tre riti (latino, siro-malabarese e siro-malankarese) in corso a Bangalore. I sette uomini - riferisce l'Agenzia Fides - hanno parlato davanti ai presuli della loro esperienza sofferta e hanno testimoniato la loro fede in Cristo. Il giornalista e attivista cristiano Anto Akkara, che ha visitato 25 volte Kandhamal, ha illustrato il motivo per cui i sette cristiani innocenti - sei dei quali analfabeti, uno con problemi mentali - sono stati tenuti in carcere. Essi hanno potuto testimoniare la loro profonda fede, nonostante le difficoltà e le prove in anni di carcere ingiusto. Akkara ha spiegato la teoria della "cospirazione", costruita a tavolino prima dell'omicidio del leader religioso indù, Swami Laxmanananda Saraswati, ucciso a colpi di arma da fuoco a Kandhamal il 23 agosto 2008. La morte di Saraswati, attribuita ai cristiani, fu il pretesto per lanciare l'ondata di violenza contro la comunità dei battezzati. Sette innocenti furono ingiustamente condannati all'ergastolo e incarcerati nel 2008 per il presunto omicidio di Saraswati. Il processo di appello contro la condanna è in corso davanti all'Alta Corte dell'Orissa dal 2015.

18 febbraio 2020, 11:21