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Papa Francesco: attenti al tarlo della gelosia, ci fa giudicare male gli altri

Il Papa, nell'omelia a Casa Santa Marta, spiega che l’invidia porta re Saul, nell’ episodio biblico della Prima lettura, a credere che Davide è un nemico. Ma il Signore gli fa poi la grazia di far scoppiare la “bolla di sapone” creata dalla sua gelosia, permettendogli di riappacificarsi con Davide

Alessandro Di Bussolo - Città del Vaticano

Nell’omelia della Messa del mattino, celebrata a Casa Santa Marta, Papa Francesco mette in guardia contro “il tarlo della gelosia”, che ci porta a invidiare gli altri, ad entrare in concorrenza, con un “chiacchericcio” con noi stessi che uccide l’altro, ma che in realtà “non ha consistenza”. L’invidia porta re Saul, nell’episodio biblico narrato nella Prima lettura, a credere che Davide è un nemico, un assassino. Ma il Signore poi gli fa la grazia di vedere la “bolla di sapone” creata dalla sua gelosia, e di farla scoppiare, riappacificandosi con Davide.

Stiamo attenti, perché questo è un tarlo che entra nel cuore di tutti noi - di tutti noi! -  e ci porta a giudicare male la gente, perché all’interno c’è una concorrenza: lui ha una cosa che io non ho. E così incomincia la concorrenza. Ci porta a scartare la gente, ci porta ad una guerra; una guerra domestica, una guerra di quartiere, una guerra di posti di lavoro. Ma è proprio all’origine, è il seme di una guerra: l’invidia e la gelosia. (…)

Chiediamo al Signore la grazia di avere un cuore trasparente come quello di Davide. Un cuore trasparente che cerca soltanto la giustizia, cerca la pace. Un cuore amichevole, un cuore che non vuole uccidere nessuno, perché la gelosia e l’invidia uccidono.

24 gennaio 2020, 13:24