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Gli auguri del decano del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede Gli auguri del decano del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede  (Vatican Media)

I diplomatici al Papa: la sua attività è speranza per tanti popoli

All’udienza di Papa Francesco al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, il decano Georgios F. Poulides, ambasciatore di Cipro, rivolge gli auguri al Papa a nome di tutti i colleghi, e il ringraziamento per “la sua opera instancabile” a favore del dialogo, della pace, della solidarietà, dell’ecologia integrale, dell’incontro tra le generazioni

Adriana Masotti – Città del Vaticano

Proprio un anno fa, nell’analogo incontro in Vaticano, Francesco aveva invitato i membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, “a credere nei valori della diplomazia multilaterale”. Il decano Georgios F. Poulides lo ricorda, osservando come ancora oggi si stiano affermando nazionalismi e particolarismi forieri di conflitti, tanto da poter parlare “di una terza guerra mondiale a pezzi”. Dalla mancanza di una diplomazia del dialogo, afferma, sono scaturite guerre, calde o fredde, ma oggi "siamo ancora in tempo per evitare gli errori del passato”.

I gesti e le parole del Papa durante i viaggi dello scorso anno

Il decano ripercorre, quindi, il 2019 attraverso i numerosi viaggi compiuti nell’anno che si è appena concluso da Papa Francesco. A cominciare da quelli negli Emirati Arabi dove ha firmato il Documento sulla Fratellanza Umana insieme al Grande Imam di Al Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, e in Marocco, dove ha indicato essenziale per una società aperta, plurale e solidale, “sviluppare e assumere costantemente e senza cedimenti la cultura del dialogo”. Poulides ricorda l’invito del Papa ai cristiani di diverse Chiese a riconoscersi fratelli nelle diversità, durante i suoi viaggi in Romania, in Bulgaria e Macedonia del Nord.

In Asia e in Africa gli appelli alla solidarietà e alla pace

Dei viaggi apostolici in Asia, il decano del Corpo Diplomatico, sottolinea l’accento posto da Francesco “sulla necessità di un’etica globale di solidarietà e cooperazione”, raccomandando in Thailandia l’accoglienza dei rifugiati e in Giappone dichiarando l’immoralità delle armi nucleari e “escludendo che la pace possa essere costruita sulla paura della reciproca distruzione”. Guardando all’Africa, il diplomatico mette in rilievo poi che, seguendo i passi del Papa, pace e riconciliazione “appaiano processi reali”. In Mozambico, Madagascar e Mauritius, osserva, Papa Francesco ha incoraggiato il consolidarsi della pace, esortato al rispetto dell’ambiente, alla giustizia sociale e all’integrazione tra le diverse etnie e culture.

L’educazione e il dialogo intergenerazionale

Georgios F. Poulides cita ancora il ruolo centrale che per il Papa ha l’ascolto tra le generazioni e ricorda l’evento mondiale del prossimo 14 maggio, voluto da Francesco con l’obiettivo di formare “un’ampia alleanza educativa tra tutte le componenti della società per e con i giovani.

L’amore per l’umanità che ci interpella

Infine il sentito ringraziamento al Papa che “spinge la Chiesa e noi tutti a guardare con amore e speranza l’umanità del XXI secolo”. Quell’umanità che, come dice lo stesso Francesco citato dal decano, “chiama, interpella e provoca, cioè chiama a uscire fuori e a non temere il cambiamento.”

09 gennaio 2020, 10:42