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Francesco saluta ucraini di Mukachevo, a 30 anni dalla fine dell’oppressione sovietica

Prima dell’udienza generale, il Papa saluta i fedeli ucraini dell’Eparchia di Mukachevo, ricordando quella Chiesa “madre di tanti martiri” che, con il loro sangue, hanno testimoniato Cristo

Giada Aquilino – Città del Vaticano

Offrire alla “generazioni future” dell’Ucraina una “eloquente” testimonianza di fede “salda”, “viva” e “cattolica”, senza mai dimenticare la “lunga oppressione del regime sovietico”. Questo l’auspicio del Papa ai partecipanti al pellegrinaggio alla Tomba di Pietro dell’Eparchia di Mukachevo di rito bizantino, ricevuti stamani in Vaticano prima dell’udienza generale in Aula Paolo VI, in occasione del 30° anniversario dell’uscita dalla “clandestinità”. Francesco ringrazia subito il Signore “infinitamente buono”: con la sua “mano potente” - dice - ha liberato tale Chiesa, “madre di tanti martiri” che con il loro sangue “hanno confermato la fedeltà a Cristo, alla Chiesa Cattolica e al vescovo di Roma” (Ascolta il servizio con la voce del Papa).

Momenti più bui della storia

Il Pontefice ricorda poi il Beato vescovo martire Teodor Romža, che nei momenti “più bui” della storia di Mukachevo ha saputo guidare il popolo di Dio - evidenzia - con “sapienza evangelica e coraggio, uomo instancabile, secondo l’esempio di Cristo Buon Pastore, fino a dare la propria vita per le pecore”. Quindi un pensiero alla perseveranza e alla “fedeltà” a Gesù.

Voglio anche ricordare i vostri antenati, nonni e nonne, padri e madri, che nell’intimità delle loro case, e spesso sotto la sorveglianza del regime ostile, rischiando la propria libertà e la vita, hanno trasmesso l’insegnamento della verità di Cristo e hanno offerto alle generazioni future, di cui voi siete rappresentanti, un’eloquente testimonianza di fede salda, di fede viva, di fede cattolica.

Incontro con Cristo

L’invito del Papa, ripercorrendo l’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, è a rinnovare il suo “incontro personale” con Cristo “o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta”, perché “nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore”.

In questa solenne circostanza prego il Signore affinché protegga l’Eparchia di Mukachevo dalle insidie del male e le doni ogni prosperità.

Il saluto ai malati

Quindi, in prossimità del Natale, Francesco affida tutti i fedeli alla protezione della Beata Vergine di Mukachevo, augurando “che il Figlio di Dio possa nascere” nei cuori di ciascuno ed inviando i propri saluti “soprattutto ai bambini e alle persone ammalate e sofferenti”.

11 dicembre 2019, 10:46