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Il Papa ai cubani dell’Avana: amicizia sociale aiuta il popolo ad andare avanti

In occasione del quinto centenario di fondazione di San Cristobal dell’Avana, Papa Francesco invia un videomessaggio agli abitanti della capitale cubana, esortando a far crescere fede, carità e speranza

Giada Aquilino -  Città del Vaticano

Le celebrazioni per il quinto centenario di fondazione di San Cristobal dell’Avana, a Cuba, siano occasione per rinnovare e accrescere tre “aspetti storici” della città, che oggi appaiono come “pilastri per questo tempo”: la fede, la carità e la speranza. È l’auspicio di Papa Francesco in un videomessaggio agli abitanti della capitale dell’isola caraibica per i cinquecento anni di storia di “quell'amato popolo”, durante i quali - evidenzia il Pontefice - si sono intrecciate “molte vite donate per gli altri, molti sogni, sforzi, sacrifici condivisi per costruire il presente e il futuro dei figli di Cuba”.

La fede

La fede, ricorda Francesco, è nelle radici della città che come tali “sostengono la vita” che si sviluppa. L’invito è a non dimenticare quelle radici: “la testimonianza di fede dei vostri antenati”, dice il Papa ai cubani richiamando alla mente l'atto fondatore della città dell'Avana, “la celebrazione della Santa Messa”. Nell’Eucaristia, spiega, si trova la “centralità della vita cristiana”: è “il sacramento che raccoglie noi cristiani come popolo davanti alla presenza del Signore che ci parla, ci alimenta, ci invia ad essere testimoni in mezzo al mondo”, quindi “testimoni del Vangelo”.

La carità

Alla testimonianza della fede porta ad essere “anche testimoni della carità e dell'amore”. Il popolo cubano, sottolinea il Papa, ha “imparato” la carità da Maria, la Madre di Gesù, “che - osserva - fin dall'inizio si è fatta presente tra voi con il nome della Vergine della Carità del Cobre”. La carità trasmessa dalla Vergine, prosegue il Pontefice, “è dare l'amore” con “tenerezza” e “dedizione” nella vita quotidiana, quindi “in famiglia, tra vicini di casa, al lavoro, con tutti e sempre”. Non importa, nota Francesco, se si pensi diversamente l’uno dall’altro: è essenziale, ribadisce, “che ci sia l'amore, che ci sia la concordia”. Così, mette in luce, si fonda “l'unità del popolo”, la “concordia” tra ciascun cubano. La preghiera del Papa è affinché Maria “ci insegni a vivere questa carità”, che non è soltanto dare qualcosa agli altri, ma soprattutto “dare noi stessi”, vivendo “l'amicizia sociale, che aiuta un popolo ad andare avanti”.

La speranza

Questo Giubileo, si augura il Pontefice evocando il “grande popolo” che ha abbracciato nel corso del suo viaggio apostolico del 2015, sia motivo per rinnovare pure la speranza. Prendendo esempio da San Cristobal che “caricava e portava sulle sue spalle i suoi fratelli”, Francesco esorta i fratelli e le sorelle dell’Avana, nella “gioia” che li caratterizza, a sostenersi, aiutarsi, incoraggiarsi e “andare avanti senza perdersi d’animo”, con lo sguardo “verso la meta”: “ci saranno sempre difficoltà nella vita” per tutti, ma - assicura Francesco - è l’“unità di un popolo” che aiuta “a crescere forte”.

15 novembre 2019, 12:00