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Incontro di Francesco con l’imperatore del Giappone Naruhito

Il colloquio, che si è tenuto in forma privata nel Palazzo imperiale di Tokyo, è durato mezz'ora. Il Papa ha offerto all'Imperatore un quadro mosaico "Veduta dell'Arco di Tito". I media giapponesi sottolineano la scelta dell'Imperatore di accogliere personalmente il Papa e di riaccompagnarlo al termine dell'incontro

Marco Guerra – Città del Vaticano

Dopo l’incontro con le vittime del triplice disastro, il Papa si è recato al Palazzo Imperiale di Tokyo per il colloquio in forma privata con l’imperatore del Giappone Naruhito. Il colloquio tra Francesco e Naruhito è durato mezzo'ora esatta, dalle 11.01 alle 11.31 ora locale. Il Papa ha offerto all'Imperatore un quadro mosaico "Veduta dell'Arco di Tito" tratto da un acquarello del pittore romano Filippo Anivitti. Grande enfasi da parte dei media locali per il gesto di Naruhito: il Papa è stato accolto dall’Imperatore all’ingresso del Palazzo e, dopo aver attraversato insieme il cortile, hanno raggiunto la Sala delle udienze. Al termine dell'incontro privato, l’Imperatore Naruhito ha accompagnato Papa Francesco all’ingresso principale per il congedo. 

Secondo l'agenzia Jiji Press che riprende fonti della Casa Imperiale, all'ingresso l'imperatore Naruhito ha salutato in spagnolo il Papa esprimendogli la gioia di incontrarlo, ringraziandolo poi per aver visitato le città di Hiroshima e Nagasaki e per aver incontrato le vittime del terremoto e dello tsunami del marzo 2011. Sempre secondo la stessa fonte, Francesco ha ricordato il pianto dei suoi genitori alla notizia dei bombardamenti atomici, nell'agosto 1945, quando i il Pontefice aveva solo nove anni.

Il Palazzo Imperiale del Giappone

Il Palazzo imperiale di Tokio è situato nei pressi della stazione centrale, sulla stessa area in cui sorgeva, anticamente, il castello di Edo, ovvero la sede dello Shogun della famiglia Tokugawa che governò il Giappone dal 1603 al 1867. Oggi di quel Castello è possibile vedere i resti della torretta Fushimi. Nel 1869 l’imperatore Meiji trasferisce la sua sede da Kyoto a Tokyo e da allora il palazzo diventa residenza ufficiale imperiale. Distrutto durante la Seconda guerra mondiale e ricostruito poco dopo nel medesimo stile sobrio, l’edificio è arricchito nel suo valore dai grandi parchi che lo circondano e in cui sono presenti oltre 300 alberi di ciliegi; questi sono noti in tutto il mondo per la veste rosa che assumono nel periodo della fioritura. In particolare ad est sono presenti i giardini Higashi Gyoen: al loro interno ospitano il Tokagakudo, la grande sala concerti ottagonale ricoperta di ceramica, costruita nel 1966 per il 60.mo compleanno dell’imperatrice Kojom, deceduta nel 2000. Imponente anche il parco Gaien dove è eretta la grande statua bronzea del samurai Kusunoki Masashige, vissuto nel XIV secolo.

L’imperatore Naruhito

L’imperatore del Giappone, Sua Maestà imperiale Naruhito, figlio maggiore dell’ex imperatore Akihito e dell’ex imperatrice Michiko, nasce nel Palazzo Togu, a Tokyo, nel 1960. Si laurea presso il Dipartimento di Storia dell’Università Gakushuin nel 1982 e, un anno dopo, entra al Metron College presso l’Univesità di Oxfod, dove studia per altri tre anni. In seguito alla morte di suo nonno, l’imperatore Hirohito, nel gennaio del 1989, diventa erede al trono e ufficialmente principe ereditario nel corso di una cerimonia avvenuta nel febbraio del 1991.

Naruhito e la nuova era del Giappone

Il primo maggio del 2019, Naruhito ascende al trono del Crisantemo, a seguito dell’abdicazione del padre, l’imperatore Akihito, dopo oltre 30 anni di regno. Il Giappone ha quindi appena vissuto un passaggio definito storico da tutti gli osservatori internazionali. L'abdicazione di Akihito è infatti la prima negli ultimi 200 anni della storia della casa reale giapponese, la più antica monarchia ereditaria esistente al mondo. Secondo la Costituzione nipponica, l'imperatore è il “simbolo dello Stato e dell'unità del suo popolo”. L’ottantacinquenne Akihito ha lasciato il trono al figlio maggiore per aprire una nuova epoca della "Magnifica armonia", in giapponese l’era “Reiwa”, e porre fine a quella "Heisei" ovvero quella del “Conseguimento della pace”. Nel corso dell’ultima apparizione pubblica, il 30 aprile del 2019, Akihito ha detto che pregherà per il mantenimento della pace e della felicità nel corso della nuova era.

25 novembre 2019, 03:35