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I funerali di uno dei martiri dell'Amazzonia I funerali di uno dei martiri dell'Amazzonia 

Il Magistero dei Papi ed i martiri della Chiesa di oggi

Il sacrificio dei cristiani: una realtà tragicamente attuale ancora oggi, nelle più diverse condizioni storiche e alle più varie latitudini. Emerge con costanza nel Magistero dei Papi anche oggi nel contesto dell'attuale Sinodo per l'Amazzonia

Laura De Luca – Città del Vaticano

“Le ideologie sono armi pericolose per interpretare un popolo” ha detto Papa Francesco avviando i lavori del Sinodo speciale per l’Amazzonia. Pericolose come armi, che possono sacrificare la realtà viva di un popolo a un fltro di pensiero estraneo allo spirito di quel popolo: l’Amazzonia e le sue genti rischiano oggi il martirio anche a causa della nostra mancata comprensione delle loro realtà autentiche. Il martirio si conferma sempre più attuale, e nei secoli è stato alimentato dalle più diverse forme di potere: anche quello contro i cristiani non è affatto un capitolo chiuso. Un tempo nel Colosseo in pasto alle fiere, a fare spettacolo. Oggi nell’anonimato, nell’oblio, e spesso proprio mentre pregano in chiesa o celebrano Messa: i cristiani sono ancora vittime dell’odio e della persecuzione, ma la dispoizionone d’animo è la stessa, oggi come allora. 

"L’esperienza dei martiri e dei testimoni della fede non è caratteristica soltanto della Chiesa degli inizi, ma connota ogni epoca della sua storia. Nel secolo ventesimo, poi, forse ancor più che nel primo periodo del cristianesimo, moltissimi sono stati coloro che hanno testimoniato la fede con sofferenze spesso eroiche".

Ascolta Giovanni Paolo II

Così Giovanni Paolo II nella solenne commemorazione dei martiri della fede del secolo XX, il 7 maggio 2000. Di fronte alle distruzioni della guerra, nel suo radiomessaggio per la solennità dei santi Pietro e Paolo del 1941, Pio XII si riallacciava al sacrificio cristiano dei secoli passati…

Ascolta Pio XII

"Diciannove secoli fa, con il sangue glorioso del primo Vicario di Cristo e del Dottore dei Gentili, la Roma dei Cesari fu battezzata Roma di Cristo, come simbolo eterno del Principato indefettibile della Sacra Autorità e del Magistero infallibile della fede della Chiesa; e con quel sangue furono scritte le prime pagine di una nuova e magnifica storia: quella delle sacre lotte e vittorie di Roma".

“Ci sono più martiri nella Chiesa oggi che nei primi secoli” ha detto Papa Francesco, all’Angelus del 23 giugno 2013. 147 studenti kenyoti trucidati nel campus universitario di Garissa da Al Shabaab, 21 egiziani sgozzati in Libia dallo Stato islamico, centinaia di vittime senza nome massacrate da Boko Haram in Nigeria, 22 fedeli uccisi a Youhanabad in Pakistan) mentre pregavano in chiesa. E tanti altri nomi… Padre Pino Puglisi, parroco siciliano impegnato contro la mafia, ucciso nel 1993, Stanley Rother Missionario in Guatemala, caduto nel 1981, Oscar Romero, vescovo di san Salvador, ucciso durante la Messa nel 1980 Massimilano Kolbe soppesso ad Auschwits nel 1941, i Martiri della Corea, sacrificati nel 1866, la piccola Maria Goretti, trucidata nel 1902 …

Ascolta Pio XII

"Se è vero che nel martirio di Maria Goretti sfolgorò soprattutto la purezza, in essa e con essa trionfarono anche le altre virtù cristiane.(…) Se alla luce di ogni martirio fa sempre amaro contrasto la macchia di una iniquità, dietro a quello di Maria Goretti sta uno scandalo, che all'inizio di questo secolo parve inaudito".

Così la ricorda Papa Paolo VI durante la Messa di canonizzazione. Per questa Messa la partecipazione popolare fu enorme. Era l’anno 1950, nel pieno del Giubileo di mezzo secolo fa. La ragazza incarnava il martirio della giovineza casta di fronte all’aggressore avido di violenza. Quante variazioni sul tema della testimonianza di Cristo, dell’inviolabilità della coscienza. Un filo comune a tutte: il sangue…

Ascolta Paolo VI

"Pietro e Paolo sono stati i primi maestri della fede, e con le fatiche e le sofferenze del loro apostolato vi hanno dato la sua prima espansione, la sua prima formulazione, la sua prima autenticità; ed affinché non restasse dubbio sulla certezza del loro nuovo, meraviglioso, e duro insegnamento, sull’esempio del Maestro e con Lui sicuri d’una finale vittoria, hanno sigillato col sangue la loro testimonianza. Questa essi diedero, con eroica semplicità, per la nostra certezza, per la nostra unità, per la nostra pace, per la nostra salvezza. E per quella di tutti i Fratelli, seguaci di Cristo; anzi per tutta l’umanità".

Così Paolo VI in occasione dell’inagurazione dell’Anno della Fede, nel XIX centenario del martirio dei santi Pietro e Paolo, il 29 giugno 1967. Non servono dunque i circhi e i leoni, editti imperiali di persecuzione: oggi il martirio è attuale e praticato in tanti altri modi e in tutti gli angoli della terra…. Tra i banchi delle chiese, nei luoghi di missione, alle porte di scuole e dispensari, sui fronti di guerriglia. I cristiani oggi cadono perché scomodi, perche testimoniano non solo il proprio credo ma la pacifica convivenza, il rispetto dei diritti umani … La persecuzione si intreccia oggi con lotte politiche, traffici loschi di armi e di droghe, mafie, errate interpretazioni di altri credo, totalitarismi…

Ecco come Giovanni Paolo II ricorda l’assassinio di monsignor Romero all’Angelus del 28 novembre 1993

Ascolta Giovanni Paolo II

"Oggi le Chiese dei Paesi dell’America Centrale celebrano, per iniziativa dei Vescovi, una Giornata di preghiera e di penitenza per la pace. Esse intendono così esprimere la solidarietà per tutti i fratelli della regione che sono nel dolore, e in particolare per le comunità cattoliche che sono provate da sofferenze e da angustie. Purtroppo le vittime della violenza fra quelle popolazioni si contano a parecchie decine di migliaia tra cui anche un Arcivescovo, Monsignor Romero, moltissimi sacerdoti, religiosi e catechisti; inoltre, un gran numero di carcerati, di persone scomparse, di profughi. C’è in quei popoli una profonda aspirazione alla riconciliazione e alla pace. Sono avviate iniziative di buona volontà, per fare cessare le lotte sia all’interno sia all’esterno di ciascun Paese, e per instaurare il rispetto dei diritti umani per tutti, inclusa la piena libertà per la Chiesa e la sua missione".

Fu Paolo VI , durante la beatificazione dei martiri della Corea il 6 ottobre 1969 a offrire una definizione attualissima di chi è disposto a immolarsi per Cristo.

Ascolta Paolo VI

"Martire: chi è martire? Già il nome è un elogio paradossale. Due elementi ne costituiscono la straordinaria efficacia significativa: la testimonianza e il sangue. Sono appunto gli elementi della manifestazione straordinaria di Dio nella fede e nella fortezza d’un seguace di Cristo. Il martire scrive col sangue la sua fede: proclama, col suo sacrificio, che la verità ch’egli possiede e per la quale si lascia uccidere, vale più della sua vita temporale, perché la fede è la sua nuova vita soprannaturale, presente e per l’eternità …Il «Martirologio» dovrebbe ritornare ad essere un libro di moda nella Chiesa,, oggi rinascente. E nel caso presente la storia di questi Beati, non meno di quella dei grandi campioni del cristianesimo, ci offrirebbe l’interesse proprio delle grandi avventure, dei grandi eroismi, dei grandi gesti, che trasfigurano la statura di persone umili e nascoste".

Il martirio: un segno dunque sempre tragicamente attuale di apaprtenenza alla Chiesa di Cristo. Tanti i perseguitati nel mondo, spesso nell’indifferenza e nell’oblio, tutti disposti a sacrifiare la propria vita al nome di Cristo e al suo Vangelo. Lo conferma in udienza generale Papa Benedetto XVI l’11 agosto 2010.

Ascolta Benedetto XVI

"Dove si fonda il martirio? La risposta è semplice: sulla morte di Gesù, sul suo sacrificio supremo d’amore, consumato sulla Croce affinché noi potessimo avere la vita (cfr Gv 10,10). Cristo è il servo sofferente di cui parla il profeta Isaia (cfr Is 52,13-15), che ha donato se stesso in riscatto per molti (cfr Mt 20,28)".

Il secolo breve segnato dai totalitarismi ha lasciato dietro di sé una lunga scia di sangue cristiano Ma anche il Terzo millennio si apre nel segno del martirio. Un martirio che conosce infiniti volti e appare esperienza planetaria, e non solo in senso geografico. Oggi nei martirologi vengono inclusi esponenti delle Chiese lcoali: Colombia, Brasile, Guatemala, Filippine, Afghanistan, India, Uganda, Sudan, Rwanda. Cadono missionari, volontari, seminarisiti, suore, laici, vescovi… Che non vogliono abiurare la loro fede né a piegarsi a logiche di genocidio. Molti di loro rimarranno ignoti, non conosciamo neppur i loro nomi, nessuno aprirà per loro cause di beatificazione. Epprue anche a costoro i cristiani meno abituati al martirio dovrebbero guardare come modelli silenziosi ma decisivi… Ancora Benedetto XVI dal’udienza dell’agosto 2010:

Ascolta Benedetto XVI

"Se leggiamo le vite dei martiri rimaniamo stupiti per la serenità e il coraggio nell’affrontare la sofferenza e la morte: la potenza di Dio si manifesta pienamente nella debolezza, nella povertà di chi si affida a Lui e ripone solo in Lui la propria speranza (cfr 2 Cor 12,9). Ma è importante sottolineare che la grazia di Dio non sopprime o soffoca la libertà di chi affronta il martirio, ma al contrario la arricchisce e la esalta: il martire è una persona sommamente libera, libera nei confronti del potere, del mondo; una persona libera, che in un unico atto definitivo dona a Dio tutta la sua vita, e in un supremo atto di fede, di speranza e di carità, si abbandona nelle mani del suo Creatore e Redentore; sacrifica la propria vita per essere associato in modo totale al Sacrificio di Cristo sulla Croce. In una parola, il martirio è un grande atto di amore in risposta all’immenso amore di Dio".

Ascolta la puntata de La voce dei Papi in onda su Radio Vaticana domenica 6 ottobre: https://www.vaticannews.va/it/podcast/rvi-programmi/le-voci-dei-papi-dall-archivio-storico-della-radio-vaticana/le-voci-dei-papi-06-10-2019.html

 

10 ottobre 2019, 08:50