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Vatican News

La preghiera del Papa per le vittime delle sparatorie negli Stati Uniti

Dopo l’Angelus Papa Francesco esprime il suo cordoglio per le vittime inermi delle stragi a El Paso, in Ohio e in California

Michele Raviart – Città del Vaticano

“Sono spiritualmente vicino alle vittime degli di violenza che in questi giorni hanno insanguinato il Texas, la California e l’Ohio, negli Stati Uniti, colpendo persone inermi. Vi invito ad unirvi alla mia preghiera per quanti hanno perso la vita, per i feriti e i loro famigliari”. Così Papa Francesco interviene dopo la recita dell’Angelus in piazza San Pietro, esprimendo il proprio cordoglio con una preghiera a Maria per le vittime delle sparatorie che hanno colpito gli Usa.

9 morti in Ohio, 20 in Texas

L’ ultima in ordine di tempo è avvenuta nella notte tra sabato e domenica a Dayton in Ohio, dove un uomo è uscito per strada con un fucile uccidendo 9 persone e ferendone altre 16. La strage compiuta dall’omicida, che è stato ucciso durante l’intervento delle forze dell’ordine e le cui motivazioni restano ancora ignote, si è svolta a poche ore di distanza da quanto è successo a El Paso, in Texas, dove un ragazzo di 21 anni ha sparato in un centro commerciale. 20 le persone uccise e 26 i feriti, in quello che è uno dei più sanguinosi episodi di questo genere nella storia recente degli Stati Uniti.

La condanna dei vescovi americani

 “La violenza legata all’uso delle armi da fuoco è diventata una piaga che continua incontrollata che si diffonde in tutto il nostro Paese”, ha commentato il cardinale Daniel Di Nardo, arcivescovo di Galveston-Houston e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb) in una nota firmata anche da mons. Frank J. Dewane, vescovo di Venice in Florida e presidente della commissione giustizia e sviluppo umano dell’Uscbb. “Le cose - scrivono i vescovi - devono cambiare” e per questo, “ancora una volta”, si chiede “una legislazione efficace che affronti le ragioni per cui”, nelle comunità americane, “continuano a verificarsi questi inimmaginabili e ripetuti episodi di violenza armata e omicida”.

“Basta a questi atti ripugnanti”

“Qualcosa rimane fondamentalmente malvagio nella nostra società quando i luoghi dove le persone si riuniscono per impegnarsi nelle attività quotidiane della vita possono, senza preavviso, diventare scene di violenza e disprezzo per la vita umana”, scrivono ancora i vescovi statunitensi, ricordando che, “in quanto persone di fede, continuiamo a pregare per tutte le vittime e per la guarigione in tutte queste comunità colpite”, ribadendo la necessità di “un'azione per porre fine a questi atti ripugnanti”.

Trump: un atto odioso e codardo

Un episodio “non solo tragico, ma un atto di codardia” è stata invece la condanna del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che in un tweet si è detto vicino a tutta la nazione nel condannare questo atto odioso, ribadendo “che non ci sono ragioni o scuse che possono mai giustificare l’uccisione di persone innocenti".

Nella notte una veglia per le vittime di El Paso

Una veglia di preghiere per le vittime, intanto, è stata organizzata nella notte dal vescovo di El Paso mons. Mark Seitz, mentre mons. Gustavo Garcia-Siller, vescovo di San Antonio, ha sottolineato in una nota la “gratitudine alle forze dell'ordine e al personale di emergenza che si sono presentati per primi sul luogo di questo atroce crimine, e le cui azioni hanno senza dubbio salvato altre vite”. “Questa violenza insensata”, afferma ancora il vescovo, “spaventa ancora una volta le nostre coscienze, poiché sembra che non vi sia fine allo spargimento di sangue che ci travolge. Invitiamo il Signore e lo Spirito Santo ad aiutarci a ristabilire e ricostruire il rispetto per la vita nella nostra nazione a porre fine a questa indicibile carneficina che continua a ripetersi in modo straziante”.

Probabile il movente razzista

L’attentatore, che in queste ore è interrogato dalla polizia, ieri mattina è entrato con un fucile d’assalto, probabilmente un kalashnikov, nel supermercato del centro commerciale Cielo Vista di El Paso. Ha sparato per alcuni minuti prima di arrendersi alle forze dell’ordine. Ancora incerte le motivazioni della strage, anche se si sospetta che alla base della strage ci sia l’odio razziale verso la comunità ispanica, molto numerosa nella città di El Paso, che si trova a pochi chilometri dal confine con il Messico.

Il 29 luglio tre morti in California

Il movente razzista è stato invece confermato nella terza strage ricordata da Papa Francesco, quella che lunedì scorso in California ha portato alla morte di tre persone e al ferimento di altre 15 durante un festival gastronomico. L’attentatore, anche lui ucciso dalle forze dell’ordine, era un 19 enne che inneggiava all’odio razziale sui social network.

04 agosto 2019, 12:30