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Mons. Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage Mons. Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage  

Nuovo segretario al Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso

Papa Francesco nomina mons. Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage segretario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Il presule 53.enne della diocesi di Badulla, in Sri Lanka, è stato finora sotto-segretario del medesimo Dicastero

Barbara Castelli – Città del Vaticano

Il dialogo interreligioso è “parte integrante” della missione della Chiesa, non solo per la coesistenza pacifica tra i popoli, ma anche per approfondire ulteriormente “il mistero di Dio”, divenendo così un “dialogo di salvezza”. In un’intervista all’agenzia Ucanews del 2012, mons. Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage descriveva così l’importanza del confronto costruttivo tra le differenti confessioni religiose. Oggi il presule, del clero della diocesi di Badulla, in Sri Lanka, è stato nominato da Papa Francesco segretario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.

 

Nato nel 1966, da madre buddista poi convertita al cattolicesimo, nel 2002 si è trasferito a Roma, dove è divenuto docente presso la Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Urbaniana. Il 12 giugno 2012 Benedetto XVI lo ha nominato sotto-segretario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Mons. Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage succede al vescovo spagnolo Miguel Ángel Ayuso Guixot, oggi alla guida del medesimo Dicastero, dopo la scomparsa del cardinale Jean-Louis Tauran.

Dialogo fonte di vita

Il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso venne istituito da Paolo VI nella domenica di Pentecoste del 1964, con la finalità di promuovere il dialogo con persone di altre religioni, in adesione allo spirito del Concilio Vaticano II, in particolare della dichiarazione “Nostra Aetate”. Si tratta di un dialogo che è testimonianza della propria fede ma, allo stesso tempo, apertura verso quella degli altri: non un tradimento della missione della Chiesa, né tanto meno un nuovo metodo di conversione alla cristianità. Tutto ciò è stato chiaramente stabilito nella Lettera enciclica “Redemptoris Missio” di Papa Giovanni Paolo II.

Sebbene il Pontificio consiglio sia l’ufficio centrale per il dialogo nella Chiesa Cattolica, tale impegno è condotto principalmente mediante le Chiese locali. Molte di queste ultime, infatti, hanno delle commissioni per il dialogo, a livello regionale e nazionale e il Dicastero opera in stretta collaborazione con tali commissioni, incoraggiandone la formazione dove manca.

Il Dicastero vaticano è composto dai membri del Consiglio, circa 30, cardinali e vescovi provenienti da differenti parti del mondo, e da circa 50 consiglieri, denominati consultori, specialisti di studi religiosi o nella pratica del dialogo religioso, residenti in tutti i continenti. Il corpo esecutivo, invece, è costituito dal personale permanente a Roma, vale a dire il presidente, il segretario, il sotto-segretario, l’ufficiale per l’Islam, per l’Africa, per l’Asia, quello per i nuovi movimenti religiosi, e altri assistenti amministrativi e tecnici.

Nel Dicastero esiste una speciale Commissione per le relazioni con i musulmani, composta dal presidente, dal vice-presidente e dal segretario, insieme con un gruppo di otto consultori.

Il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, inoltre, ha istituito una Fondazione, “Nostra Aetate”, la quale si propone di promuovere il dialogo, specialmente accordando borse di studio a studiosi di altre religioni che desiderano approfondire la religione cristiana.

03 luglio 2019, 12:48