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Ultima giornata per Papa Francesco in Romania

Il Pontefice è a Blaj, nell’altopiano transilvano, tappa conclusiva del suo quinto viaggio internazionale del 2019

Barbara Castelli – Città del Vaticano

La Divina Liturgia con beatificazione di sette vescovi martiri greco-cattolici e l’incontro con la comunità rom di Blaj. Sono questi gli eventi dell’ultima giornata di Papa Francesco in Romania, dove è atterrato lo scorso 31 maggio per il suo 30.esimo viaggio apostolico, sul tema: “Camminiamo insieme”. A vent’anni dalla visita di san Giovanni Paolo II, il Pontefice ha abbracciato ampia parte del Paese, per raggiungere oggi Blaj, passando per Sibiu.

La memoria dei martiri

Nel Campo della Libertà, situato nella zona orientale di Blaj, alle ore 11:00 locali, avrà luogo la Divina Liturgia con beatificazione di sette vescovi martiri greco-cattolici: mons. Iuliu Hossu, mons. Vasile Aftenie, mons. Ioan Bălan, mons. Valeriu Traian Frențiu, mons. Ioan Suciu, mons. Tit Liviu Chinezu, mons. Alexandru Rusu. In questo luogo il 15 maggio 1848 si radunarono oltre 40 mila persone per affermare la loro coscienza nazionale e chiedere il riconoscimento del popolo romeno come nazione, la libertà e pari diritti civili. Ed è anche memoriale della testimonianza dei martiri cattolici durante la dittatura comunista.

L’appuntamento con la comunità rom

Il pomeriggio, invece, sarà protagonista la comunità rom di Blaj. Papa Bergoglio si recherà nel quartiere Barbu Lăutaru, il più antico quartiere della città transilvana. Il primo ottobre 2017, il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le chiese orientali, vi ha benedetto la prima pietra di una chiesa e di un centro pastorale. Il nuovo edificio di culto è stato consacrato il 19 maggio 2019 ed è dedicato a sant’Andrea Apostolo e al beato Ioan Suciu. Secondo l’ultimo censimento del 2011, a Blaj il 9% degli abitanti è rom. La Chiesa greco–cattolica romena da anni, nella città, si occupa della cura pastorale e dell’assistenza sociale della comunità.

“La piccola Roma”

Situata nel punto di incontro tra i due fiumi Tarnava, Blaj diventa il centro dei cattolici romeni della Transilvania nel 1737, dopo il trasferimento della sede vescovile da Făgăraş, fatta dal vescovo Ioan Inochentie Micu Klein. Partendo dal concetto Chiesa-scuola-nazione, il vescovo greco-cattolico Petru Pavel Aron apre nel 1754 le prime scuole sistematiche romene della Transilvania, che hanno avuto come risultato la cosiddetta “Scuola Transilvana”, espressione dell’Illuminismo romeno. Nel 1795 viene realizzata la prima traduzione cattolica in romeno della Sacra Scrittura, conosciuta come “La Bibbia di Blaj”, ristampata nel 2000 dalla Tipografia Vaticana. Per la sua storia, il poeta romeno Eminescu ha soprannominato Blaj la “Piccola Roma”.

Ultimo aggiornamento ore 10:07

02 giugno 2019, 09:06