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Card. Sepe: Papa a Napoli per incoraggiare una teologia in uscita

L'arcivescovo di Napoli, nonchè Gran Cancelliere della Facoltà di Teologia della Pontificia Università dell'Italia Meridionale, racconta lo stato d'animo con cui si prepara a ricevere Papa Francesco nella sede dell'ateneo, le attese e lo specifico ruolo di Napoli in questa occasione a quattro anni dalla prima visita del Papa nel capoluogo partenopeo

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano 

Papa Francesco torna a Napoli domani per la seconda volta, dopo il 21 marzo del 2015 data della sua prima visita. E' la sesta visita di un pontefice nel capoluogo campano."Poche ore per la città, ma la sua presenza ha tanto spazio nel cuore dei napoletani e questo è fonte di gioia". Il cardinale e arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe non ha dubbi alla vigilia del nuovo abbraccio col Pontefice: il ricordo della visita di quattro anni fa, tra Scampia, Pompei, Piazza Plebiscito e Duomo, resta indelebile, ma anche in questa occasione - rimarca - le parole e la presenza del Pontefice arricchiranno il cuore di tutti, non solo dei docenti e degli studenti che lo accoglieranno nel piazzale della Pontificia Facoltà di Teologia dell'Italia Meridionale, sulla collina di Posillipo.

La sede storica affacciata sul Golfo e affidata ai gesuiti sin dal "500, è il cuore dell'impegno teologico di una città che l'arcivescovo definisce un "laboratorio di accoglienza", che "spalanca le sue braccia" , un crocevia del Mar Mediterraneo che entra prepotente non solo nel suo panorama, ma nella sua storia e nella sua cultura.

Papa relatore con lo sguardo al Mediterraneo

Dunque la sede è la più adatta per il tema del Convegno che Francesco chiuderà intorno alle 12.00 con la sua riflessione dal titolo: "La Teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo", un tema importante perchè imperniato di riferimenti all'accoglienza, all'incontro, all'ascolto e al dialogo oltre ogni forma di protagonismo, . chiusura o clericalismo. Dunque il Papa per l'occasione, indosserà le insolite vesti di "convegnista" e "relatore" di se stesso, in quanto, dopo aver ascoltato, a partire dalle 09.00 gli interventi dei docenti che si alterneranno sul palco, prenderà lui stesso la parola per una riflessione che muove dalla riforma degli studi ecclesiastici di cui si è fatto promotore quasi un anno e mezzo fa con la pubblicazione della Costituzione apostolica. Quattro i criteri indicati dal Papa nel Proemio: la contemplazione e l'introduzione spirituale, il dialogo a tutto campo, l'inter- e la transdisciplinarietà e la necessità di fare rete. 

A Napoli il contesto in esame è quello del Mediterraneo nella sua complessità, cui guarda la Facoltà di Teologia, cercando di aprire il proprio orizzonte calandosi nella realtà e non limitandosi alle nozioni.

Il logo della visita e il messaggio di fratellanza

La presenza del Papa sarà anche l'occasione per riflettere sul Documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato dal Papa il 4 febbraio scorso ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi insieme al Grande Imam di Al - Azhar Ahmad Al Tayyb. "Farà da sfondo" sostiene il cardinale "all'impegno che tutta la Chiesa deve assumere". Anche il logo della giornata racchiude questo stesso messaggio di unità: una goccia del mare tra terre dalle diverse sfumature. E' l'insieme dei Paesi del Mediterraneo uniti dal dialogo di due uomini che si incontrano e iniziano una nuova fase del cammino comune. A tutto questo fa riferimento il cardinale Crescenzio Sepe presentando a Vatican News il nuovo incontro con il Papa:

 

Ascolta l'intervista al cardinale Crescenzio Sepe

R. - Certamente la scelta del Papa è stata direttamente connessa anche a tutto il lavoro che la Pontifica Facoltà dell’Italia Meridionale sta facendo da diversi anni. Già durante la  visita da Papa Benedetto XVI si era incominciato a parlare di questa interculturalità, interreligiosità e del fatto che Napoli è il ponte naturale per i Paesi del Mediterraneo. Adesso si prende spunto dalla Costituzione apostolica del Papa, il quale viene proprio per dare ulteriori indicazioni e approfondimenti di questa teologia contestuale, cioè una teologia che si incarna nel tempo, nel territorio in modo da rendere una teologia viva che sappia rispondere anche alle tante esigenze dell’ambiente.

Diciamo che la facoltà di teologia è posizionata anche fisicamente in un punto strategico, perché si guarda questo Mediterraneo che sarà il protagonista di questo convegno. Napoli è un crocevia. Come vie le tematiche dell’interculturalità, della migrazione, del dialogo? A che punto è Napoli?

R. - Diciamo che la sede di Posillipo è qualcosa di straordinario anche come panorama, perché sovrasta un po’ tutto il golfo di Napoli. Questo fa capire anche come questa città è un po’ l’epicentro di tutta questa mediterraneità. Per cui direi che Napoli guarda quasi fisicamente questo mare, Mare nostrum, fa da collegamento coni vari Paesi del Mediterraneo. Naturalmente non è solo un fatto fisico, panoramico, ma è culturalmente strutturata per fare da ponte. Napoli è una città aperta per sua natura, per quella che la sua storia ma anche la sua arte, anche quella che è l’aspirazione della gente. Quelli che vengono da lontano qui sono accolti, sono integrati, si sentono a loro agio con le dovute eccezioni qualche volta di qualche episodio, ma di fatto a sentire loro stessi – riceviamo questi migranti ufficialmente due volte l’anno - vivono in un ambiente che non è loro ostile e sanno dare aiuto anche quando è necessario.

Quindi Napoli un po’ come laboratorio di accoglienza?

R. - Certamente è un esempio concreto reale di come si può accogliere di come si può integrare e soprattutto dare dignità a questi nostri fratelli e sorelle che vengono da lontano.

Sarà una visita breve molto concentrata. Nessun fuori programma?

R. - Praticamente il Papa arriva alle nove e subito dopo pranzo rientra in Vaticano. Quindi percorrerà poca strada ma io credo che il cuore di tanti napoletani è contento del fatto che il Santo Padre ritorni per la seconda volta in questa nostra meravigliosa città.

Non sarà un intervento solo per pochi eletti, ma lo potremo vivere nel popolo?

R. - Il Papa va sempre al di là dell’episodio. Certante le cose che ci dirà, saranno un po’ per tutti perché si possa ulteriormente approfondire questa dimensione dell’interculturalità e dell’interreligiosità che il Papa ci propone. D’altra parte alla fine sarà presentata anche il documento della fratellanza che il Papa ha firmato con il Grande Imam egiziano.

Quindi farà un po’ da trama di fondo?

R. - Lo sfondo sul quale si leggeranno questi impegni che la Chiesa attraverso una comunicazione teologica vorrà offrire a tutte le persone di buona volontà.

20 giugno 2019, 08:30