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Papa: come S.Paolo docili e aperti alla voce di Dio

La conversione di San Paolo, la sua docilità alla parola del Signore, nonostante il temperamento testardo e dopo una vita di ardore contro i cristiani, al centro dell'omelia del Papa a Casa Santa Marta

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

Cuore dell'omelia del Papa oggi a Casa Santa Marta è Paolo, chiamato dal Signore sulla via di Damasco, un evento simbolo dell'apertura della Chiesa ai pagani. Paolo, coerente e testardo, ma non nell'anima, che da persecutore si fa docile e si affida totalmente a Dio. E' un esempio, come lo sono i sacerdoti eritrei che svolgono la loro azione pastorale in Italia e un gruppo di suore presenti oggi alla Messa del Papa. Suore del Cottolengo, vicine agli scartati, ma perseveranti, docili e soprattutto capaci di attenzione ai piccoli e nello stesso tempo capaci di grandi azioni, come dovrebbe fare ogni cristiano: 

Io vorrei ringraziare oggi, in voi, tanti uomini e donne, coraggiosi, che rischiano la vita, che vanno avanti, anche che cercano nuove strade nella vita della Chiesa. Cercano nuove strade! “Ma, padre, non è peccato?”. No, non è peccato! Cerchiamo nuove strade, questo ci farà bene a tutti! A patto che siano le strade del Signore. Ma andare avanti: avanti nella profondità della preghiera, nella profondità della docilità, del cuore aperto alla voce di Dio. E così si fanno i veri cambiamenti nella Chiesa, con persone che sanno lottare nel piccolo e nel grande.

10 maggio 2019, 10:54