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Papa: preghiamo per chi non lavora, è una tragedia mondiale

Concludendo l'udienza generale, il Papa ha parlato della festa di San Giuseppe lavoratore ricordando il dramma della disoccupazione mondiale. Francesco ha tenuto un'altra udienza generale il primo maggio: era il 2013, primo anno del suo pontificato. In quell'occasione aveva ribadito che il lavoro è fondamentale per la dignità della persona

Al termine dell’udienza generale, il Papa ha ricordato che oggi, primo maggio, si celebra san Giuseppe lavoratore, auspicando che la figura "dell’umile lavoratore di Nazareth” possa orientare verso Cristo, sostenere “il sacrificio di coloro che operano il bene in questo mondo” ed intercedere “per quanti hanno perso il proprio lavoro o non riescono a trovarlo": ha quindi definito la disoccupazione “una tragedia mondiale”.

La catechesi sul lavoro del primo maggio 2013

Esattamente sei anni fa, Papa Francesco teneva all’udienza generale una catechesi sul lavoro. “Gesù entra nella nostra storia, viene in mezzo a noi - aveva detto - nascendo da Maria per opera di Dio, ma con la presenza di san Giuseppe, il padre legale che lo custodisce e gli insegna anche il suo lavoro. Gesù nasce e vive in una famiglia, nella santa Famiglia, imparando da san Giuseppe il mestiere del falegname, nella bottega di Nazaret, condividendo con lui l’impegno, la fatica, la soddisfazione e anche le difficoltà di ogni giorno”.

Lavoro fondamentale per la dignità della persona

“Questo - aveva proseguito - ci richiama alla dignità e all’importanza del lavoro. Il libro della Genesi narra che Dio creò l’uomo e la donna affidando loro il compito di riempire la terra e soggiogarla, che non significa sfruttarla, ma coltivarla e custodirla, averne cura con la propria opera (cfr Gen 1,28; 2,15). Il lavoro fa parte del piano di amore di Dio; noi siamo chiamati a coltivare e custodire tutti i beni della creazione e in questo modo partecipiamo all’opera della creazione! Il lavoro è un elemento fondamentale per la dignità di una persona. Il lavoro, per usare un’immagine, ci ‘unge’ di dignità, ci riempie di dignità; ci rende simili a Dio, che ha lavorato e lavora, agisce sempre (cfr Gv 5,17); dà la capacità di mantenere se stessi, la propria famiglia, di contribuire alla crescita della propria Nazione. E qui penso alle difficoltà che, in vari Paesi, incontra oggi il mondo del lavoro e dell’impresa; penso a quanti, e non solo giovani, sono disoccupati, molte volte a causa di una concezione economicista della società, che cerca il profitto egoista, al di fuori dei parametri della giustizia sociale”.

L'appello ai giovani

Il Papa aveva quindi rivolto a tutti un invito alla solidarietà e ai responsabili della cosa pubblica l’incoraggiamento a fare ogni sforzo per dare nuovo slancio all’occupazione: “Questo significa preoccuparsi per la dignità della persona; ma soprattutto vorrei dire di non perdere la speranza; anche san Giuseppe ha avuto momenti difficili, ma non ha mai perso la fiducia e ha saputo superarli, nella certezza che Dio non ci abbandona. E poi vorrei rivolgermi in particolare a voi ragazzi e ragazze a voi giovani: impegnatevi nel vostro dovere quotidiano, nello studio, nel lavoro, nei rapporti di amicizia, nell’aiuto verso gli altri; il vostro avvenire dipende anche da come sapete vivere questi preziosi anni della vita. Non abbiate paura dell’impegno, del sacrificio e non guardate con paura al futuro; mantenete viva la speranza: c’è sempre una luce all’orizzonte”.

No al lavoro che schiavizza

Infine, si era riferito al cosiddetto “lavoro schiavo”, il lavoro che schiavizza: “Quante persone, in tutto il mondo, sono vittime di questo tipo di schiavitù, in cui è la persona che serve il lavoro, mentre deve essere il lavoro ad offrire un servizio alle persone perché abbiano dignità. Chiedo ai fratelli e sorelle nella fede e a tutti gli uomini e donne di buona volontà una decisa scelta contro la tratta delle persone, all’interno della quale figura il lavoro schiavo”.

Mettere in pratica il messaggio di San Francesco di Paola

Tornando all'udienza generale odierna, Papa Francesco ha ricordato anche che oggi ricorre il quinto centenario della canonizzazione di San Francesco di Paola, Fondatore dell’Ordine dei Minimi, Patrono della Calabria e della Gente di Mare italiana, e ha esortato “i suoi figli spirituali e quanti lo hanno come celeste Patrono, a mettere in pratica il suo messaggio di continua conversione, il quale ci parla ancora oggi di amore incondizionato verso Dio, i fratelli e il creato”.

01 maggio 2019, 10:50