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Tweet del Papa dopo l'attacco contro una chiesa cattolica in Burkina Faso Tweet del Papa dopo l'attacco contro una chiesa cattolica in Burkina Faso 

Il Papa: le violenze anticristiane non fanno notizia

Dopo il nuovo attacco contro una chiesa cattolica, il Papa in un tweet ricorda che "anche oggi ci sono tanti cristiani uccisi e perseguitati per amore di Cristo"

Sergio Centofanti - Città del Vaticano

Col pensiero rivolto al nuovo attacco contro una chiesa cattolica in Burkina Faso, in cui ieri hanno perso la vita quattro fedeli durante la Messa domenicale, il Papa ha lanciato un nuovo tweet sull’account @Pontifex in nove lingue:

“Anche oggi ci sono tanti cristiani uccisi e perseguitati per amore di Cristo. Danno la vita nel silenzio, perché il loro martirio non fa notizia: ma oggi ci sono più martiri cristiani che nei primi secoli”.

Cresce la violenza anticristiana in Burkina Faso

In Burkina Faso, c’è una recrudescenza degli attacchi anti-cristiani e in particolare contro la comunità cattolica. Gli attacchi, attribuiti a gruppi estremisti islamici, colpiscono spesso durante le Messe o le celebrazioni religiose. Talvolta, nel mirino dei terroristi ci sono anche membri appartenenti alla maggioranza musulmana, che in questo Paese convive pacificamente con i cristiani, con l’evidente obiettivo di creare una conflittualità interreligiosa.

Non violenza dei cristiani

La reazione non violenta delle comunità cristiane ha proprio l’effetto contrario di quanto auspicato dai jihadisti: unisce ancora di più le differenti confessioni religiose. Come accade in altri Paesi. Nello Sri Lanka, i recenti attacchi di Pasqua e l’atteggiamento pacifico dei cristiani presi di mira dai terroristi hanno suscitato grande solidarietà e una stima crescente per la Chiesa da parte delle altre religioni.

Il silenzio del mondo

Francesco porta costantemente all’attenzione della comunità internazionale il fenomeno delle violenze anticristiane. Violenze spesso non riportate dai media - afferma il Papa – e a volte compiute “col silenzio complice di tante potenze” che potrebbero fermarle (Messa a Santa Marta 7 settembre 2015). Anche le denunce di Papa Francesco sono spesso passate sotto silenzio: eppure sin dall'inizio del suo Pontificato ha parlato delle persecuzioni contro i cristiani di oggi. In una delle sue prime Messe a Santa Marta ha detto: "Per trovare i martiri non è necessario andare alle catacombe o al Colosseo: i martiri sono vivi adesso, in tanti Paesi. I cristiani sono perseguitati per la fede. In alcuni Paesi non possono portare la croce: sono puniti se lo fanno" (Messa a Santa Marta 6 aprile 2013).

Martiri nascosti

“Oggi la Chiesa - osserva Francesco - è Chiesa di martiri”, “martiri nascosti” di tutti i giorni, di cui non conosciamo i nomi, che soffrono nelle carceri o vengono calunniati e perseguitati per rimanere fedeli a Gesù: “Loro soffrono, loro danno la vita e noi riceviamo la benedizione di Dio per la loro testimonianza” (Messa a Santa Marta 21 aprile 2015).

Le parole di Gesù

Proprio oggi, nel Vangelo proposto dalla liturgia, Gesù avverte i suoi discepoli: “Viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto” (Gv 16,2-4).

 

27 maggio 2019, 13:35