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Papa all'industria mineraria: responsabilità e sobrietà contro cultura dello scarto

Francesco si rivolge ai partecipanti all'incontro su "L'industria mineraria per il bene comune" organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Sono rappresentanti delle Compagnie, delle comunità locali, di Chiese e Comunità di fede da tutto il mondo: a loro l'esortazione ad agire insieme e concretamente per sanare la casa comune influenzando politiche e stili di vita

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

L'industria mineraria come ogni attività economica pone una serie di questioni etiche centrali per la Chiesa e per il magistero di Papa Francesco che, in più di un'occasione, sin dall'inizio del suo pontificato e poi anche nell'Enciclica Laudato si', ha posto l'accento sui risvolti legati all'ambiente, ai diritti delle comunità locali, alla centralità della persona che questo tema richiama.

Dialogo tra compagnie e comunità sia la norma

Così anche oggi nel discorso rivolto, nella Sala del Concistoro, ad una sessantina di partecipanti all'Incontro promosso dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, sull'Industria mineraria, di cui Francesco ha apprezzato innanzitutto il tema, ovvero un dialogo "onesto", coraggioso", "fraterno" per il "bene comune" tra responsabili delle compagnie e rappresentanti delle comunità interessate dalle attività minerarie, seduti per l'occasione allo stesso tavolo. "E' un passo in avanti essenziale sulla via del progresso" ha rilevato il Papa prendendo la parola e auspicando che diventi la "norma piuttosto che l'eccezione".( Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Serve un nuovo paradigma economico

Dunque al dialogo avviato tra i partecipanti, Francesco ha voluto suggerire alcune riflessioni utili, partendo però da un presupposto fondamentale cioè un cambio di paradigma in tutte le attività economiche, incluse le attività minerarie, perchè il "mercato da solo non basta" a garantire "sviluppo umano integrale", "inclusione sociale" e "protezione dell'ambiente":

Le precarie condizioni della nostra casa comune sono dovute principalmente a un modello economico che è stato seguito per troppo tempo. È un modello vorace, orientato al profitto, con un orizzonte limitato, e basato sull’illusione della crescita economica illimitata. Sebbene noi assistiamo spesso al suo disastroso impatto sul mondo naturale e sulla vita della gente, siamo ancora restii al cambiamento. «I poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignorare ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente» (ibid., 56).

Attività minerarie al servizio di comunità e persone

Da qui le tre riflessioni consegnate ai partecipanti all'incontro. La prima è la sottolineatura di Francesco che "l'attività mineraria dovrebbe essere al servizio dell'intera comunità umana", perchè, secondo le parole di Paolo VI nella Populorum progressio, "Dio ha destinato la terra all'uso di tutti". E' importante dunque in ogni fase dei progetti di attività minerarie, "coinvolgere" in modo privilegiato le comunità locali con le loro "prospettive" e le loro "soluzioni", ha spiegato Francesco, citando in modo esemplare il destino degli aborigeni dell'Amazzonia, comunità "belle e fragili" che hanno tanto da insegnarci e  che invece sono costrette ad abbandonare le loro terre per progetti estrattivi. E insieme alle comunità - questa è la seconda riflessione del Papa - l'attività mineraria dovrebbe anche "essere al servizio della persona umana" e non al contrario, sfruttarla, in quanto ogni persona "è preziosa agli occhi di Dio e i suoi diritti umani sono sacri":

L’attenzione alla tutela e al benessere delle persone coinvolte nelle operazioni minerarie, così come il rispetto dei diritti umani fondamentali dei membri delle comunità locali e di coloro che difendono le loro cause sono principi non negoziabili. La sola responsabilità sociale d’impresa non è sufficiente. Dobbiamo assicurare che le attività minerarie conducano allo sviluppo umano integrale di ciascuna ed ogni persona e dell’intera comunità.

Adottare un modello circolare di produzione 

L'ultima riflessione che Papa Francesco suggerisce ai rappresentanti dell'industria mineraria, ai membri delle comunità interessate e ai rappresentanti di Chiese e Comunità di fede di tutto il mondo convenuti in Vaticano, riguarda il grande circolo della produzione e del consumo, con lo sguardo sempre rivolto al futuro della "casa comune". Nella sfera dell'attività mineraria, ha affermato il Papa, riprendendo numerosi passi della Laudato si' e la Lettera pastorale dei Vescovi dell'America latina  sull'attività estrattiva , è "necessario incoraggiare lo sviluppo di un'economia circolare" che adotti il criterio della sobrietà e promuova il "riutilizzo" e il "riciclo" invece di produrre "scarti" e favorire la logica consumistica:

«Il sistema industriale, alla fine del ciclo di produzione e di consumo, non ha sviluppato la capacità di assorbire e riutilizzare rifiuti e scorie. Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare» (Enc. Laudato si’, 22). La promozione di un’economia circolare e l’approccio “ridurre, riutilizzare, riciclare” sono anche molto in consonanza con il Consumo Sostenibile e i Modelli di Produzione promossi nel 12º Obiettivo di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Inoltre, le tradizioni religiose hanno sempre presentato la sobrietà come componente-chiave di uno stile di vita etico e responsabile. La sobrietà è vitale anche per salvare la nostra casa comune. «Beati i miti perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5).

Agire per il bene comune e l'autentico sviluppo

Tutto questo percorso per la salvaguardia della casa comune - è la conclusione del discorso del Papa - richiede un'azione comune, una collaborazione come " strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità". Dunque l'augurio per lo sviluppo dell'Incontro in corso Vaticano è di indirizzare il discernimento ad un'azione concreta per il bene del creato:

Auspico, come hanno scritto i Vescovi latinoamericani, che voi possiate «analizzare, interpretare, discernere cosa sia appropriato o meno delle attività estrattive nei territori e, quindi, proporre, pianificare, agire per trasformare il nostro stile di vita, influenzare le politiche di energia mineraria di Stati e governi, come pure le politiche e le strategie delle aziende dedite all’estrattivismo, al fine di realizzare il bene comune e un autentico sviluppo umano, sostenibile e integrale».

03 maggio 2019, 12:25