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Papa agli italo albanesi dell’Eparchia di Lungro: siate testimoni di fraternità

In udienza da Papa Francesco oltre 6000 partecipanti al pellegrinaggio degli Italo-Albanesi dell'Italia Continentale dell’Eparchia di Lungro, cittadina calabrese in provincia di Cosenza

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

La storia degli italo-albanesi dell’Eparchia di Lungro è contraddistinta da un “coraggioso itinerario spirituale, caratterizzato da fedeltà alla tradizione, nonostante le difficoltà e le sofferenze”. È quanto sottolinea il Papa incontrando nell’Aula Paolo VI i partecipanti al pellegrinaggio dell’Eparchia di Lungro che riunisce oltre 30 mila cattolici italo-albanesi di rito bizantino sparsi in varie regioni della penisola italiana. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Fare memoria del passato e camminare verso il futuro

Papa Francesco ricorda che sono passati 100 anni dall’erezione di questa Eparchia. Era il 13 febbraio del 1919 e Papa Benedetto XV, “mentre il mondo era lacerato dalla prima guerra mondiale”, istituiva con la costituzione apostolica Catholici fideles questa sede della Chiesa cattolica italo-albanese.

Questa importante ricorrenza costituisce un’opportunità per ringraziare il Signore di quanto, nella sua bontà e misericordia, ha operato nella vostra comunità negli ultimi secoli. Pertanto, vi invito a vivere questo giubileo non tanto come un traguardo, ma piuttosto come un nuovo e gioioso slancio nel vostro impegno umano e nel vostro percorso cristiano. In questo senso, è quanto mai necessario approfondire il passato e farne grata memoria, per trovare in esso ragioni di speranza e camminare insieme verso il futuro che Dio vorrà donarci.

Vivere come cristiani

Francesco esorta la comunità dei cattolici italo-albanesi a tramandare alle nuove generazioni il loro patrimonio spirituale. E rivolge alla comunità dell’Eparchia di Lungro un’altra speciale esortazione:

Vi incoraggio ad accogliere sempre più in voi e tra di voi l’amore del Signore, sorgente e motivo della nostra vera gioia, a partecipare ai Sacramenti, a manifestare prossimità ad ogni famiglia, a prestare attenzione ai più poveri e ai bisognosi, ad accompagnare le giovani generazioni con la grande sfida educativa che tutti ci coinvolge: sono queste le dimensioni in cui custodire le proprie tradizioni come pure l’appartenenza a Cristo e alla sua Chiesa. Siete chiamati a vivere come cristiani, testimoniando che l’amore è più bello dell’odio, che l’amicizia è più bella dell’inimicizia, che la fratellanza fra tutti noi è più bella dei conflitti.

Protezione della Santa Madre di Dio, l’Odegitria

Il Papa invoca infine “la materna protezione della Santa Madre di Dio, l’Odegitria”, che in greco significa “Colei che indica la via”. È la rappresentazione bizantina di Maria che indica con la mano destra il Bambino Gesù. “Lei, la serva obbediente che ha accolto la parola del Signore - conclude Francesco - vi renda sempre più docili alla volontà del Padre e strumenti generosi del suo disegno di salvezza”.

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Udienza del Papa ai pellegrini dell'Eparchia di Lungro
25 maggio 2019, 12:05