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2019.05.07 Papa Francesco riceve Jean Vanier in Vaticano 21 marzo 2014  - 2014.03.07 2019.05.07 Papa Francesco riceve Jean Vanier in Vaticano 21 marzo 2014 - 2014.03.07 

In Francia i funerali di Jean Vanier. Messaggio del Papa

Oggi nella comunità di Trosly-Breuil, in Francia, i funerali di Jean Vanier. Il messaggio del Papa per il fondatore dell’Arca: “ognuno, qualunque sia la sua disabilità, è amato da Dio e chiamato a partecipare ad un mondo di fraternità, di giustizia e di pace”

Cecilia Seppia –Città del Vaticano

“Cercando di vivere unito a Cristo, attraverso il quale Dio ha preso tutte le nostre debolezze, Jean Vanier ha fatto in modo che le persone più fragili, e troppo spesso rigettate, siano accolte e riconosciute in quanto fratelli e sorelle, nel rispetto delle differenze religiose e sociali”: così Papa Francesco nel messaggio inviato in occasione del funerale del fondatore dell’Arca, che lui stesso aveva incontrato in Vaticano il 21 marzo del 2014, definendolo "uomo del sorriso e dell'incontro" . Il Pontefice prosegue chiedendo a Dio di proteggere “la grande e bella famiglia dell’Arca” e si augura che “nella fedeltà all’intuizione evangelica di Jean, tutte le comunità possano continuare ad essere luoghi di festa e di perdono, di compassione e di gioia, mostrando che ognuno, qualunque sia la sua disabilità, è amato da Dio e chiamato a partecipare ad un mondo di fraternità, di giustizia e di pace”.

I funerali

Le esequie di Jean Vanier, morto lo scorso 7 maggio, si sono svolte oggi pomeriggio, nella comunità di Trosly-Breuil nel Nord di Parigi. Una cerimonia semplice ma molto sentita con omaggi di vario genere, canti in inglese e giapponese, la recita di preghiere della tradizione islamica e lo scambio della pace secondo il "Namastè" indiano. Oltre a familiari e amici, a dare l’ultimo saluto al fondatore dell’Arca anche numerosi presuli e leader religiosi, come mons. Jacques Benoit-Gonnin, vescovo di Beauvais, e il suo predecessore Jean-Paul James, Stephen Conway, vescovo anglicano di Ely, e fratel Alois, priore della Comunità di Taizé. Nella messa, presieduta da mons. Pierre d’Ornellas, arcivescovo di Rennes e rappresentante della Chiesa cattolica presso l’Arca internazionale sono stati letti brani della Bibbia e del Vangelo che Jean Vanier stesso aveva scelto per questo giorno e che hanno animato i 55 anni trascorsi al servizio dell’Arca, ormai presente in oltre 40 Paesi del mondo.

Lavorare per la pace e l'unità

“Questa Parola - ha detto l’arcivescovo di Rennes all’omelia – ha guidato Jean nei suoi incontri con gli esclusi, i reietti, i detenuti, in tutto il mondo: proprio loro, con le loro sofferenze e il loro grido per stabilire una relazione, hanno toccato e infranto il cuore di Jean. Grazie a loro, lui ha compreso meglio l’immensa profondità della parola che risuonava nel suo cuore. Grazie a loro, questa Parola è cresciuta in lui. Questa Parola ha portato Jean a soffrire per le divisioni. L’ha spinto a operare per l’unità tra i cristiani e a lavorare per la pace tra le religioni. Grazie a questa Parola, ha compreso che l’umanità e la povertà sono il cammino più sicuro per l’unità, per la pace, per la fraternità. Jean era tormentato dalla pace, ne era assetato. Era abitato da un immenso desiderio: che gli uomini vivessero come fratelli, al di là delle differenze della loro confessione religiosa o della loro appartenenza sociale e culturale! Questa Parola ha chiesto a Jean di liberarsi di ogni orgoglio, di ogni pretesa di dominare e di ogni senso di colpa, al fine di avvicinarsi gradualmente all’ideale inaccessibile del vero ‘discepolo’ di Gesù ‘dolce e umile di cuore’. Questa Parola l’ha spinto a essere in ‘perpetua conversione’, come confessava a 88 anni”.

Essere maestri facendosi servi umili

L’invito del presule per mantenere viva l’eredità di Jean Vanier è stato quello di lavarsi i piedi gli uni agli altri, chinarsi sulle reciproche debolezze, essere maestri facendosi servi umili e amorevoli, mettersi alla scuola dell’umiltà e dell’amore. “Cari membri dell’Arca – ha concluso il presule - Dio vi ha scelti per mostrare a tutti che possiamo essere fratelli e sorelle. Dio vi ha scelti affinché tutti comprendiamo che la nostra felicità è vivere in comunione gli uni con gli altri. Dio vi ha scelti affinché il mondo sappia che la pace è possibile e che possiamo vivere in pace gli uni con gli altri con le nostre tante differenze. Ognuna delle vostre comunità è un luogo di pace e di comunione. Benediciamo Dio per questo! Voi che siete qui dinanzi a me o nelle vostre comunità in tutto il mondo, ci mostrate il cammino di questa fraternità e di questa pace: è attraverso la debolezza accettata e la pazienza di tessere relazioni che i nostri cuori si liberano poco a poco delle loro pretese orgogliose che impediscono la comunione. È attraverso la vulnerabilità che i nostri cuori scoprono poco a poco la loro capacità di compassione e la loro sete di amare e di essere amati”.

16 maggio 2019, 17:00