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Papa in Bulgaria. Il Giubileo della chiesa di San Francesco a Sofia

La Bulgaria si appresta ad abbracciare Papa Francesco, che tra il 5 e il 7 maggio prossimi sarà prima nel Paese delle rose e poi nella Macedonia del Nord. L’attesa per la visita e la realtà dei cattolici bulgari nelle parole di padre Joan Victor Hadziev, rettore della chiesa conventuale di San Francesco d’Assisi, dove è stato indetto un Anno Santo per il 120.esimo anniversario di consacrazione

Barbara Castelli – Città del Vaticano

“Ogni visita di un Papa è un evento storico”. “La Bulgaria è un Paese ortodosso”, ma c’è molta “emozione” per l’arrivo di Papa Francesco: “nessun bulgaro rimarrà indifferente a questa visita, anche se non è cattolico”. Padre Joan Victor Hadziev, rettore della chiesa conventuale di San Francesco d’Assisi a Sofia, racconta ai microfoni di Vatican News l’atmosfera di attesa che si respira in Bulgaria, dove è ancora molto vivo il ricordo dell’incontro con Giovanni Paolo II, tra il 23 e il 26 maggio 2002, un evento “indimenticabile e unico”. In particolare, il sacerdote ricorda la beatificazione, a Plovdiv, di tre martiri del tempo del comunismo, oltre all’incontro con il Patriarca Maxim.

Un Anno Santo Giubilare a Sofia

Lo scorso 15 ottobre, nella chiesa dei carmelitani San Francesco d’Assisi, il nunzio apostolico in Bulgaria, mons. Anselmo Guido Pecorari, in occasione della festa di Santa Teresa e del 120.esimo anniversario della chiesa, ha annunciato l’inizio di un Giubileo per volontà di Papa Francesco. In particolare, nel decreto, il Pontefice chiede di pregare per la fedeltà alla vocazione cristiana, per le vocazioni nella Chiesa e per preservare la santità del matrimonio. “Questo tempio – spiega padre Joan Victor Hadziev – è la più antica chiesa cattolica della capitale, dopo la completa distruzione della cattedrale, durante la Seconda Guerra Mondiale”. “La nostra chiesa – prosegue – è stata fondata dai cattolici cechi in onore dell’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria, che ha dato un notevole contributo per la costruzione della chiesa”. Un luogo che ha visto anche la presenza del delegato apostolico mons. Angelo Roncalli, che “nel 1926 ha comprato degli edifici accanto alla chiesa per il proprio ufficio. E dunque questa chiesa è diventata anche la sua chiesa”. “Possiamo dire – aggiunge il rettore – che in pochi anni la nostra chiesa è stata testimone di diversi eventi, eventi storici per la Chiesa cattolica in Bulgaria. E per questo motivo, il presidente della Conferenza episcopale di Bulgaria, mons. Hristo Projkov, ha chiesto al Santo Padre di indire un Anno giubilare, con indulgenza plenaria. E Papa Francesco ha accolto la nostra richiesta”. Il Giubileo si chiuderà il giorno di San Francesco, il 4 ottobre.

Il piccolo gregge dei cattolici in Bulgaria

La realtà dei cattolici in Bulgaria è minuta, ma significativa. “Siamo veramente un piccolo gregge – precisa ancora padre Joan Victor Hadziev – circa 50 mila cattolici, sparsi tra sette milioni di ortodossi. Non siamo mai stati numerosi, ma abbiamo lasciato una grande traccia nella storia della Bulgaria”. I rapporti con la Santa Sede, infatti, “risalgono al secolo IX”; l’arcivescovo cattolico Peter Parcevic è “un eroe nazionale”; e sono stati i cattolici ad aver “organizzato la prima grande rivolta nel secolo XVII contro l’occupazione ottomana”. In tempi più recenti, il rettore della chiesa conventuale di San Francesco d’Assisi ricorda anche “i beati cattolici, martiri del tempo del comunismo, un vescovo e tre preti”, che “sono una testimonianza davvero forte del nostro Paese contro l’oppressione del comunismo e dell’ateismo”, e un “esempio per tutti di adesione totale e vera a Cristo”. “La visita di Papa Francesco, la seconda di un Pontefice in Bulgaria in vent’anni – conclude – dimostra che anche se piccoli siamo preziosi perché siamo rimasti fedeli, nelle dure prove che abbiamo sopportato, alla fede cattolica trasmessa dai nostri padri”.

Ascolta l'intervista a padre Joan Victor Hadziev
18 aprile 2019, 08:01