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Papa al Centro Turistico: favorire l'incontro e il rispetto tra le persone

Udienza in Vaticano per i membri del Centro Turistico Giovanile a 70 anni dalla fondazione. Il Papa: la visione integrale della persona non si trova in un manuale ma in quanti vivono con gli occhi aperti sul mondo e con il cuore sensibile alle debolezze dei fratelli

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

In occasione dei 70 anni del Centro Turistico Giovanile, fondato da don Carlo Carretto insieme ai ragazzi dell’Azione Cattolica, il Papa riceve in Aula Paolo VI, oltre 1000 tra dirigenti e soci, lodando subito nel suo discorso, l’entusiasmo e la fantasia delle iniziative promosse da questa istituzione.  Settanta anni fa – nota Francesco - l’idea era quella di farsi portatori, attraverso attività ricreative e culturali di legami sociali ispirati alla partecipazione e a una visione integrale della persona umana, coltivando il sogno di animare e trasformare l’ambiente sociale. Tale visione deve essere oggi più viva che mai, non confinata alla teoria ma espressione di un modo di vivere e agire prossimo alla gente, calato nel contesto storico culturale.

Tale visione non si trova prima di tutto dentro un manuale, ma in persone che vivono con questo stile: con gli occhi aperti sul mondo, con le mani strette ad altre mani, con il cuore sensibile alle debolezze dei fratelli. Potremmo anche dire che l’“integralità” alla quale vi richiamate non allude alla perfezione, ma all’imperfezione; non richiama la compiutezza dell’individuo, quanto la sua incompiutezza e il bisogno di guardarsi attorno per capirsi più a fondo; non spinge a un immobilismo fiero di sé, ma all’umile ricerca di conoscenze sempre nuove, del contatto con le persone, le culture, le problematiche del nostro tempo.

Il turismo non sia ispirato al consumismo

Francesco si sofferma anche sul tipo di turismo promosso dall’associazione: non un turismo dice, ispirato ai canoni del consumismo e desideroso di fare numeri e accumulare esperienze, piuttosto in grado di favorire l’incontro tra le persone e il territorio, alimentando la conoscenza e il rispetto reciproco. Un turismo cosiddetto “lento”, contrapposto a quello di massa, capace di promuovere solidarietà, qualità e sostenibilità che trova nella "lentezza vigile" della tartaruga la propria rappresentazione. La tartaruga infatti – sostiene il Pontefice - con la sua calma determinata ci insegna che la lentezza, se non è frutto di pigrizia, genera attenzione ai luoghi, alle persone e fedeltà alla terra.

Aiutare i giovani a volare alto

Ai giovani del Centro Turistico, il Papa chiede anche di farsi compagni di viaggio di tanti coetanei che non sperano più e non sono capaci di sognare, sono disillusi e demotivati di fronte al futuro, non osano volare alto ma si accontentano di sopravvivere o “vivacchiare”. E’ brutto – rimarca - quando un giovane vivacchia e non vive, è in pensione già!

Proprio alla luce della vostra spiritualità, in seno al Centro Turistico Giovanile potete farvi compagni di viaggio di tanti vostri coetanei; potete aiutarli a far riaffiorare l’entusiasmo, se non lo percepiscono più perché sepolto dalle macerie del disincanto o dalla polvere densa dei cattivi esempi. La condivisione del tempo libero come tempo di qualità può diventare una buona chiave per aprire la porta del cuore di tanti giovani, generando legami di amicizia capaci di veicolare valori autentici e la stessa fede.

Celebrare la chiamata

Infine il Papa li sprona ad un impegno sempre più generoso e li invita a professare con fierezza la loro cattolicità, convinti che essere cattolici non significhi starsene chiusi dentro un recinto ma al contrario aprirsi al mondo e vivere per il bene di tutti. Celebrare questo anniversario – conclude il Pontefice – vuol dire celebrare una chiamata e dunque riconoscere di avere una missione in seno alla Chiesa e alla famiglia umana.

22 marzo 2019, 12:24