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Papa a Santa Marta: Giovanni e i tre personaggi del suo martirio

Papa Francesco, nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta, parla del martirio di Giovanni il Battista, “l’uomo più grande nato da donna” secondo Gesù, come di una grande testimonianza: la vita ha valore solo nel donarla agli altri “nell’amore, nella verità, nella vita quotidiana, nella famiglia”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Nell’omelia della Messa del mattino a Casa Santa Marta., Papa Francesco parla del martirio di Giovanni il Battista, “l’uomo più grande nato da donna” secondo Gesù, come di una grande testimonianza: la vita ha valore solo nel donarla agli altri “nell’amore, nella verità, nella vita quotidiana, nella famiglia”. E analizza il Vangelo di Marco come un racconto con quattro personaggi: il re Erode “corrotto e indeciso”, Erodìade, la moglie del fratello del re, che “sapeva solo odiare”, Salomè, “la ballerina vanitosa”, e “il profeta decapitato solo in cella”.

La vita ha valore solo nel donarla, nel donarla nell’amore, nella verità, nel donarla agli altri, nella vita quotidiana, nella famiglia. Sempre donarla. Se qualcuno prende la vita per sé, per custodirla, come il re nella sua corruzione o la signora con l’odio, o la fanciulla, la ragazza, con la propria vanità – un po’ adolescente, incosciente – la vita muore, la vita finisce appassita, non serve. 

Soltanto vi consiglio di non pensare troppo a questo, ma di ricordare l’immagine, i quattro personaggi: il re corrotto, la signora che soltanto sapeva odiare, la ragazza vanitosa che non ha coscienza di nulla, e il profeta decapitato solo in cella. Guardare quello, e ognuno apra il cuore perché il Signore gli parli su questo.

 

08 febbraio 2019, 12:08