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Migrante in preghiera in una chiesa della Penisola arabica Migrante in preghiera in una chiesa della Penisola arabica 

Papa negli Emirati. Impagliazzo: incontro con i migranti cristiani

Secondo Marco Impagliazzo, presidente della Comunità Sant’Egidio, con il suo viaggio negli Emirati Arabi Papa Francesco mette in evidenza la realtà dei tanti immigrati cristiani che vivono nella penisola arabica

Fabio Colagrande - Città del Vaticano

“La prima volta di un Papa nella penisola arabica è il segno che il percorso del dialogo interreligioso, in particolare tra la Chiesa cattolica e il mondo musulmano, ha fatto dei grandi passi in avanti”. A parlare così dell’imminente viaggio di Papa Francesco negli Emirati Arabi è Marco Impagliazzo che, come presidente della Comunità di Sant’Egidio, prenderà parte all’incontro interreligioso previsto martedì ad Abu Dhabi. “È un dialogo iniziato con il Concilio vaticano II e la dichiarazione Nostra Aetate”, spiega il prof. Impagliazzo. “Un dialogo che ha avuto tanti momenti di incontro in varie parti del mondo, visite a Roma dai Papi di vari esponenti di quella penisola, e che oggi raggiunge una tappa unica e storica con questa visita di Francesco ad Abu Dhabi che s’inserisce nel cammino dello Spirito d’Assisi e dell’incontro del 1986 voluto da Giovanni Paolo II”.

Attenzione per i migranti cristiani

Per il presidente di Sant’Egidio sono tre i motivi per cui questa prima volta di un Papa nella penisola arabica avviene proprio negli Emirati Arabi. “Intanto – spiega – c’è l’invito del Principe ereditario a visitare una terra in cui c’è una forte presenza di lavoratori stranieri immigrati e in particolare di cristiani. Non a caso, proprio ad Abu Dhabi, il cardinale Parolin ha inaugurato di recente una cattedrale. Credo si tratti di un invito anche a visitare i cristiani che lavorano in quella regione”. “Poi, – prosegue – c’è la grande attenzione del Papa per tutto ciò che riguarda i migranti. Francesco, martedì 5 febbraio, celebrerà una Santa Messa nel più grande stadio degli Emirati e le iscrizioni a questa cerimonia sono talmente tante che una parte dei partecipanti sarà sistemata in un palazzo dello sport nelle vicinanze. Ciò dimostra che ormai dobbiamo tener conto anche di una nuova realtà della Chiesa cattolica: i tanti cristiani che vivono come immigrati nella Penisola arabica. Ci preoccupano giustamente le migrazioni dei cristiani dai paesi arabi a maggioranza musulmana, ma dobbiamo registrare questa nuova presenza. Cristiani asiatici, lavoratori filippini, indiani e di altri paesi, che vivono lontano da casa e cercano di mantenere all’estero la loro vita di fede. Ed è quello che fa il Papa con la sua visita che è segno di consolazione e paternità, ma è anche un’indicazione per il futuro”. 

Ascolta l'intervista a Marco Impagliazzo

Il quinto incontro con l’Imam di al-Azhar

“Infine, c’è l’invito arrivato dal Consiglio musulmano degli Elders, promosso dal grande Imam di al-Azhar al Tayeb, con cui il Papa ha stretto dei rapporti di amicizia anche personale, perché vede in lui un uomo che può aiutare il mondo musulmano a uscire dall’ambiguità in cui è caduto, o meglio è stato costretto a cadere, nel tempo del terrorismo. L’obbiettivo è quello di sostenere e aiutare quei sapienti musulmani che stanno facendo di tutto per aiutare il mondo musulmano a liberarsi dal discorso della violenza”. L’incontro negli Emirati sarà il quinto tra il Papa e l’Imam di al-Azhar. “L’islam è stato messo sotto scacco dal terrorismo cosiddetto islamico che però di religioso non ha nulla”, commenta Impagliazzo. “Dunque, tutte le università sunnite, compresa quella di al-Azhar, che è la prima nel mondo musulmano, hanno cercato di reagire ricordando quali sono i veri principi dell’islam”. “In questo senso, al-Tayeb è una figura di riferimento senza paragoni nel mondo islamico per la sua autorevolezza, i suoi studi e la sua sapienza. Quindi, può aiutare una parte del mondo islamico a dialogare e ad uscire dall’ombra dell’integralismo”.

I musulmani aprono le prospettive del dialogo

Il viaggio del Papa avviene nel contesto dell’Incontro internazionale della Fraternità umana che si svolge ad Abu Dhabi. “Io - ricorda il presidente di sant’Egidio - mi onoro dell’amicizia del Grande Imam al-Tayeb che tante volte ha partecipato agli incontri della nostra Comunità nello Spirito d’Assisi. E anche questo incontro, che lui stesso ha promosso, è nello Spirito d’Assisi perché per la prima volta nella penisola arabica vengono invitate personalità di mondi religiosi differenti, in particolare quelli non appartenenti alle tre grandi religioni monoteistiche. Ci saranno, infatti, oltre a musulmani, cristiani ed ebrei, anche rappresentanti del buddhismo, dell’induismo, dei sikh e di altre tradizioni religiose mondiali”. “Si tratta veramente di una prima volta”, nota Impagliazzo. “Il primo incontro di questo genere si svolse al Cairo nel 2017, in occasione della visita del Papa e questo è il secondo, ancora una volta in un paese arabo. Tutto ciò segna un allargamento della prospettiva e dell’orizzonte del dialogo da parte degli stessi musulmani ed è un fatto veramente importante perché aiuterà il mondo a trovare una via di pace”.

02 febbraio 2019, 14:16