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Papa a S. Marta: per amare Dio concretamente, amare i fratelli

Se tu non ami il fratello, non puoi amare Dio. Lo ricorda stamani il Papa alla Messa a Casa Santa Marta sottolineando che è la fede a dare la forza di pregare per tutti, anche per i nemici, di non lasciar crescere sentimenti di gelosia e invidia, e di non chiacchierare

Debora Donnini - Città del Vaticano

Per amare Dio concretamente, bisogna amare i fratelli, cioè pregare per loro, simpatici e antipatici, anche per il “nemico”, non dare spazio a sentimenti di gelosia e invidia, e non fare “chiacchere” che distruggono le persone.  È una forte esortazione all’amore, quella che il Papa rivolge stamani, nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta. A dare la forza di amare così, è la fede che vince lo spirito del mondo, che è bugiardo e divide la famiglia, la comunità e la società.

E lo spirito del mondo si vince con questo spirito di fede: credere che Dio sia nel mio fratello, nella mia sorella. La vittoria che ha vinto il mondo è la nostra fede. Soltanto con tante fede si può andare su questa strada, non con pensieri umani di buon senso … no, no: non servono. Aiutano, ma non servono per questa lotta. Soltanto la fede ci darà la forza di non chiacchierare, di pregare per tutti, anche per i nemici e di non lasciar crescere i sentimenti di gelosia e di invidia. Il Signore, con questo brano della Prima Lettera di San Giovanni Apostolo ci chiede concretezza nell’amore. Amare Dio: ma se tu non ami il fratello, non puoi amare Dio. E se tu dici di amare tuo fratello ma in verità non lo ami, lo odi, tu sei un bugiardo.

10 gennaio 2019, 13:57