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Papa a giovani indigeni: la vostra fede legata alla ricchezza delle vostre culture

In un videomessaggio ai partecipanti al primo Incontro mondiale della gioventù indigena, l’Imgi, Papa Francesco li invita a prendersi cura delle loro culture originarie e delle radici, per mostrare alla Gmg “il volto indigeno della nostra Chiesa”. L’appello a “proteggere la Casa Comune e a collaborare alla costruzione” di un mondo “più equo e più umano”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Ragazzi e ragazze indigeni “prendetevi cura delle vostre culture, delle vostre radici”, e da quelle “crescete, fiorite, portate frutto”. Celebrate “la vostra fede in Gesù Cristo a partire dalla ricchezza millenaria delle vostre culture originarie”, mostrate “il volto indigeno della nostra Chiesa nell'ambito della GMG” e affermate “il nostro impegno a proteggere la Casa Comune e a collaborare alla costruzione di un altro mondo possibile, più equo e più umano”. E’ questo l’appello che Papa Francesco, in un videomessaggio registrato in spagnolo, rivolge ai giovani della pre-Gmg della gioventù indigena iniziata il 17 gennaio a Panama, nella città di Soloy, capoluogo della regione indigena Ngäbe-Buglé, diocesi di David, e che si chiude il 21.

Dalla memoria del passato, costruire la speranza con coraggio

Il motto scelto per questo primo Incontro mondiale della gioventù indigena, (Imgi), che si sviluppa nel solco dell’enciclica Laudato sì, è "Prendiamo la memoria del nostro passato per costruire la speranza con coraggio". Sono le parole che il Papa argentino ha rivolto ai giovani volontari al termine della Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia, nel luglio 2016.

Siate grati per la vostra storia e coraggiosi di fronte alle sfide

Francesco ringrazia per l’iniziativa la Sezione per la Pastorale indigena della Conferenza episcopale di Panama, sostenuta dal CELAM, ed invita il migliaio di giovani di diverse popolazioni native presenti all’incontro, a “riflettere e celebrare la vostra fede in Gesù Cristo a partire dalla ricchezza millenaria delle vostre culture originarie”. “Vi esorto – prosegue il Pontefice - affinché sia un’occasione per rispondere all'invito, rivolto alla gioventù in altri momenti, ad essere grati per la storia dei vostri popoli e coraggiosi di fronte alle sfide che vi circondano, per andare avanti pieni di speranza nella costruzione di un altro mondo possibile”.

Collaborate alla costruzione di un mondo più equo e più umano

E’ importante, chiarisce Papa Francesco nel videomessaggio diffuso alle 10 di Panama, “prendersi cura delle radici, perché dalle radici arriva la forza che vi farà crescere, prosperare e dare frutti”. Inoltre, prosegue “deve essere un modo per mostrare il volto indigeno della nostra Chiesa nell'ambito della GMG e affermare il nostro impegno a proteggere la Casa Comune e a collaborare” alla costruzione di un altro mondo, “più equo e più umano”.

Reagire alla cultura dello scarto e all’oblio delle radici

Guardando ai temi oggetto della riflessione dei giovani indigeni fino al 21 gennaio, il Papa si dice convinto che “stimoleranno la ricerca di risposte, in una prospettiva evangelica, a tante e tanto scandalose situazioni di emarginazione, di esclusione, di scarto e impoverimento alle quali sono condannati milioni di giovani, specialmente giovani dei popoli nativi, nel mondo”. Quindi Francesco si augura che “il vostro agire, la consapevolezza di appartenere ai vostri popoli, siano una reazione contro questa cultura dello scarto, contro questa cultura dell’oblio delle radici, proiettata verso un futuro che è sempre più liquido, più gassoso, senza fondamenta”.

Curate le vostre radici, ma proiettatele nel futuro

Infine l’appello accorato ai giovani indigeni: “Prendetevi cura delle vostre culture! Prendetevi cura delle vostre radici! Ma non vi fermate lì: da quelle radici crescete, fiorite, portate frutto. Un poeta ha detto che ‘tutto ciò che l'albero ha di fiorito, gli arriva da ciò che è sotto terra’. Le radici. Ma radici portate nel futuro. Proiettate al futuro. Questa è la vostra sfida oggi”. Papa Francesco saluta i giovani nativi dando loro appuntamento a Panama: “E nel frattempo, i miei migliori auguri per l’Incontro” e da’ la sua benedizione ai partecipanti in lingua Quechua : ”Jatuaida, Jamorogodre”.

Alla Gmg un villaggio indigeno con stand, musiche e danze

Il 21 gennaio, finito l’incontro di Soloy, i giovani nativi si trasferiranno a Panama per partecipare alla 34esima Gmg. In un parco cittadino, organizzeranno un vero e proprio villaggio indigeno, con prodotti di artigianato, musiche e danze. 

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Il primo Incontro mondiale della gioventù indigena
18 gennaio 2019, 16:01