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Tweet Papa Francesco: la Famiglia di Nazareth protegga tutte le famiglie del mondo

Nell'odierna festa della Santa Famiglia di Nazareth, nuovo tweet del Pontefice: “Gesù, Maria e Giuseppe benedicano e proteggano tutte le famiglie del mondo, perché in esse regnino l’amore, la gioia e la pace”. Papa Bergoglio in più occasioni si è pronunciato in questo ambito, ricordando che, nonostante le difficoltà, la famiglia resta il luogo privilegiato dove sperimentare l’amore

Barbara Castelli – Città del Vaticano

Ultimo aggiornamento 30 dicembre, ore 13:30

“Ogni volta che le famiglie, anche quelle ferite e segnate da fragilità, fallimenti e difficoltà, tornano alla fonte dell’esperienza cristiana, si aprono strade nuove e possibilità impensate”. All’Angelus del 31 dicembre 2017, Papa Francesco ricorda che dall’esempio e dalla testimonianza della Santa Famiglia di Nazareth ogni famiglia può trarre indicazioni preziose per lo stile e le scelte di vita, può attingere la vera speranza che non delude. Dalla casa di Nazareth, infatti, si diffonde una luce capace di “contraddire le sicurezze mondane su cui pretendiamo di appoggiarci”, di “farci risorgere a un cammino umano e cristiano vero, fondato sui valori del Vangelo”.

Camminare insieme, avendo la stessa meta

Il 27 dicembre 2015, festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe e Giubileo delle famiglie, il Pontefice mette a fuoco il tema del pellegrinaggio, perché ogni famiglia ha “un percorso comune da compiere”, un itinerario “in cui si sperimenta la gioia del perdono”, “l’essenza dell’amore che sa comprendere lo sbaglio e porvi rimedio”. “E’ all’interno della famiglia che ci si educa al perdono – rimarca – perché si ha la certezza di essere capiti e sostenuti nonostante gli sbagli che si possono compiere”.

“ Santa Famiglia di Nazareth, rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole del Vangelo e piccole Chiese domestiche. (Preghiera alla Santa Famiglia di Nazareth - Papa Francesco) ”

Famiglia, chiesa domestica

Il tema della famiglia, oggi così attaccata e in difficoltà, è un pensiero costante di Papa Bergoglio: basti pensare alla III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi (5-19 ottobre 2014), sul tema: “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”; così come alla XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi (4-25 ottobre 2015), sul tema: “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”; fino alla promulgazione dell’Esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia (19 marzo 2016). Il 3 ottobre 2015, durante la veglia di preghiera per l’inizio dell’assise, il Pontefice sottolinea: “Per comprendere oggi la famiglia, entriamo anche noi nel mistero della Famiglia di Nazareth, nella sua vita nascosta, feriale e comune, com’è quella della maggior parte delle nostre famiglie, con le loro pene e le loro semplici gioie. (…) È luogo — la famiglia — di santità evangelica, realizzata nelle condizioni più ordinarie. Vi si respira la memoria delle generazioni e si affondano radici che permettono di andare lontano. È luogo del discernimento, dove ci si educa a riconoscere il disegno di Dio sulla propria vita e ad abbracciarlo con fiducia. È luogo di gratuità, di presenza discreta, fraterna e solidale, che insegna a uscire da se stessi per accogliere l’altro”.

Il Figlio di Dio nasce in una famiglia

Il dono della famiglia è offerto dal Signore al mondo fin dal principio, “quando conferì ad Adamo ed Eva la missione di moltiplicarsi e di riempire la terra”, un “dono che Gesù ha confermato e sigillato nel suo Vangelo”. Nella catechesi dell’udienza generale del 17 dicembre 2014, Papa Francesco chiarisce che “l’incarnazione del Figlio di Dio apre un nuovo inizio nella storia universale dell’uomo e della donna. E questo nuovo inizio accade in seno ad una famiglia, a Nazareth”. Gesù sarebbe potuto venire “spettacolarmente, o come un guerriero, un imperatore”, ma “viene come un figlio di famiglia”: “Dio ha scelto di nascere in una famiglia umana”, “in uno sperduto villaggio della periferia dell’Impero Romano”. La famiglia di Nazareth “non era una famiglia finta”, “irreale”, ha sperimentato tante difficoltà, come accade ancora oggi a ogni latitudine e longitudine, ma ha coltivato la santità dell’ordinario. Così la famiglia di Nazareth, ancora oggi, “ci impegna a riscoprire la vocazione e la missione di ogni famiglia”: “far diventare normale l’amore e non l’odio, far diventare comune l’aiuto vicendevole, non l’indifferenza o l’inimicizia”.

Il futuro passa attraverso la famiglia

I viaggi apostolici del Pontefice sono spesso costellati di incontri con le famiglie del mondo. Nel corso della visita nello Sri Lanka e nelle Filippine (12-19 gennaio 2015), ad esempio, nel “Mall of Asia Arena” di Manila, Papa Francesco mette in guardia dalle “nuove colonizzazioni ideologiche” che “cercano di distruggere la famiglia” ed enumera “i pesi che gravano sulla vita della famiglia oggi”: “la frammentazione delle famiglie con l’emigrazione e la ricerca di un impiego”, “problemi finanziari”, “povertà”, così come i “crescenti tentativi da parte di alcuni per ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo, la cultura dell’effimero, una mancanza di apertura alla vita”. Nel discorso, Papa Bergoglio ricorda che “il futuro passa attraverso la famiglia” e che “ogni minaccia alla famiglia è una minaccia alla società stessa”.

Famiglia, fabbrica di speranza

Nelle famiglie si impara a pregare; nelle famiglie si impara ad amare, a rendere ogni giorno speciale con piccoli gesti, “nell’attenzione ai dettagli che fanno sì che la vita abbia sempre sapore di casa”. “La fede cresce quando è vissuta e plasmata dall’amore – dice alla Messa presso il B. Franklyn Parkway di Philadelphia, a conclusione dell’VIII Incontro mondiale delle famiglie (27 settembre 2015) – perciò le nostre famiglie, le nostre case sono il luogo adatto in cui la fede diventa vita e la vita cresce nella fede”. “Le famiglie sono ovunque chiamate a continuare a crescere e andare avanti – insiste il 25 agosto 2018, durante la festa delle famiglie al Croke Park Stadium di Dublino, in Irlanda, in occasione del IX Incontro mondiale delle famiglie – pur in mezzo a difficoltà e limiti, proprio come hanno fatto le generazioni passate. Tutti siamo parte di una grande catena di famiglie, che risale all’inizio dei tempi. Le nostre famiglie sono tesori viventi di memoria, con i figli che a loro volta diventano genitori e poi nonni. Da loro riceviamo l’identità, i valori e la fede”. 

Il sì pieno alla vita

Maria e Giuseppe hanno aperto le proprie braccia al disegno di Dio, e così dovrebbe essere oggi anche per quanti scelgono di unirsi nel vincolo matrimoniale. “I figli sono il dono più grande – sottolinea Papa Francesco il 16 giugno 2018, ricevendo una delegazione del Forum delle associazioni familiari, in occasione del 25.esimo anniversario della nascita dell’attività associativa – i figli che si accolgono come vengono, come Dio li manda, come Dio permette – anche se a volte sono malati”. Il Pontefice condanna “l’omicidio dei bambini”, per “avere una vita tranquilla”. “Nel secolo scorso – aggiunge – tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso, ma con guanti bianchi”.

30 dicembre 2018, 08:05