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Papa Francesco a "Telepace": siate narratori che costruiscono la pace

Quarant'anni di trasmissioni: tanto festeggia quest'anno l'emittente cattolica che diffonde, in modo particolare, le udienze e le celebrazioni del Papa. Francesco saluta con affetto il personale augurando loro di continuare ad essere voce di chi non ha voce

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Papa Francesco ha incontrato stamattina, nella Sala Clementina in Vaticano, i dirigenti, il personale, i collaboratori e gli amici di “Telepace”, l’emittente cattolica italiana che festeggia i suoi 40 anni di attività, sempre in stretta relazione con la Sede di Pietro. 140 le persone presenti, accompagnate dal direttore don Guido Todeschini. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Gli strumenti della comunicazione sono un dono di Dio 

L'incontro con loro è un’occasione per il Papa per sottolineare il valore dei mezzi di comunicazione ricordando quanto già affermato in un suo messaggio:

In effetti, anche gli strumenti della comunicazione sono un dono di Dio: essi "hanno comportato un ampliamento di orizzonti per tante persone. Questo è un dono di Dio, ed è anche una grande responsabilità. Mi piace definire questo potere della comunicazione come 'prossimità'. […] Una prossimità che si prende cura, conforta, guarisce, accompagna e fa festa". (Messaggio per la 50ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 24 gennaio 2016)

Un servizio autentico a Dio e all'uomo

Di Telepace Francesco mette in luce la vocazione al servizio autentico “a Dio e all’uomo nella Chiesa”, come recita il motto dell’emittente e la scelta di affidarsi totalmente alla Provvidenza non accettando alcun tipo di pubblicità. E poi l’obiettivo che incoraggia a proseguire: essere voce di chi non ha voce. Quindi, affida a Telepace tre impegni.
Il primo è: essere antenne di spiritualità per “saper riconoscere in tutto ciò che avviene i segni spirituali dell’amore misericordioso del Padre”.

Nella vostra professione possiate essere 'canali viventi' di spiritualità verso Dio e verso tutti i vostri radioascoltatori e telespettatori. Soprattutto i poveri, gli ultimi, gli esclusi. Non dimenticatevi mai di loro, dei poveri della porta accanto! Continuate a stare accanto ai carcerati, ai condannati a morte, - è brutto questo, ma ancora c'è la pena di morte - come quando vi siete recati nel Braccio della morte in Texas, dove avete accompagnato e assistito al patibolo due giovani, dopo averli confortati con i Sacramenti.

I giovani meritano un'attenzione particolare 

Il secondo compito che Papa Francesco indica al canale radiotelevisivo è: educare i giovani alla scuola del Vangelo. E’ un impegno che tutta la Chiesa si è data anche nel recente Sinodo sulle nuove generazioni:

Quanto mi piacerebbe che anche i media dedicassero più attenzione ai giovani, non solo raccontando i loro fallimenti ma anche i loro sogni e le loro speranze! Il Vangelo della gioia ci chiama a un impegno educativo che non può essere più rimandato. Educare i giovani alla scuola del Vangelo significa, anzitutto, essere testimoni dell’unica Parola che salva. La vostra comunicazione sia in uscita, per porsi in dialogo e, prima ancora, in ascolto dei giovani. Ricordiamoci: il Vangelo chiede di osare!

No a una comunicazione che crea divisione 

Essere narratori che non cadono nel pettegolezzo, è il terzo impegno. Il Papa rileva la grande diffusione di “una forma di comunicazione che non ha nulla a che vedere con l’attenzione all’altro e con la comprensione reciproca”. Un malcostume che ogni giorno semina nella società “invidia, gelosia e bramosia di potere”. C'è bisogno invece di comunicare con responsabilità: 

Rinnovo, allora, l’invito a "promuovere un giornalismo di pace, […] un giornalismo fatto da persone per le persone, e che si comprende come servizio a tutte le persone, specialmente a quelle – sono al mondo la maggioranza – che non hanno voce, […] un giornalismo impegnato a indicare soluzioni alternative alle escalation del clamore e della violenza verbale". (Messaggio per la 52ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 24 gennaio 2018)

Il logo di Telepace: una colomba con un ramoscello d'ulivo 

L’augurio del Papa a Telepace è infine quello di mantenersi sempre una “televisione della pace”, dono di Dio e conquista dell’umanità, e al personale di essere “colombe di pace e di volare nell’etere con le due ali della preghiera e della carità”.
 

13 dicembre 2018, 12:08