Cerca

Vatican News

La Laudato si’ illustrata dal fotografo Arthus-Bertrand

In uscita oggi la nuova edizione dell’enciclica di Papa Francesco illustrata dalle foto di Yann Arthus-Bertrand, pubblicata dalla Rizzoli insieme alla Libreria Editrice Vaticana

Roberta Gisotti – Città del Vaticano

Una versione della Laudato si’, arricchita dalle potenti e suggestive immagini del fotografo, giornalista e ambientalista francese, Yann Arthus-Bertrand, che ha voluto raccogliere l’accorato appello di Papa Francesco, rivolto nell’enciclica a tutti gli uomini e le donne, a prendersi cura del nostro pianeta, avviato a distruzione per il dissennato sperpero delle sue risorse.

Il pianeta maltrattato dagli uomini

72 anni, una vita dietro l’obiettivo, fotoreporter e documentarista di fama internazionale, Arthus-Bertrand, attivista in campo ambientale, è stato insignito della Legione d’onore ed è membro dell’Accademia delle Belle Arti dell’Istituto di Francia; con il patrocinio dell’Unesco ha dato vita al progetto “La Terra vista dal Cielo, inventario dei più bei paesaggi del mondo fotografati dal cielo e in collaborazione con il regista Luc Besson ha curato le riprese del film “Home” sullo stato di salute del pianeta, presentato nel 2009 in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente.

Un testo coraggioso e rivoluzionario

Arthus-Bertrand si dichiara ateo ma in piena sintonia con il pensiero del Papa, espresso con grande “coraggio” nell’enciclica Laudato si’, così come sottolinea in una lunga intervista, pubblicata oggi dall’Agenzia di stampa Sir.  

L’inganno della crescita

“Ai miei occhi – dichiara il fotografo francese - si tratta di un testo rivoluzionario. Sono molto pochi i capi di Stato e le guide spirituali che osano dire la verità in questo modo“. Del resto “pochi Stati hanno rispettato gli impegni presi” in campo ambientale, mentre continuiamo ad osservare – lamenta Arthus-Bertrand - “una specie di religione della crescita che sta distruggendo il pianeta”, mentre “il Papa parla di cose che pochi ecologisti affrontano, come la dignità umana che sta dietro tutto ciò”. Quindi “se i grandi capi spirituali si mettono a parlare di ambiente, di ecologia, si può invertire la tendenza perché oggi gli uomini politici hanno solo una visione elettorale e, dunque, uno sguardo a breve termine.

La malattia dell’informazione

“Ormai – ricorda il fotografo francese - gli scienziati parlano della sesta estinzione sulla Terra, il che vuol dire la morte dei nostri nipoti e pronipoti. È qualcosa di molto pesante che non è facile affrontare nei programmi serali delle Tv. Siamo in una sorta di malattia dell’informazione dove c’è molta difficoltà a vedere cosa è importante e cosa non lo è. Penso che in tutto questo il Papa può giocare un ruolo. Mi ha sorpreso vedere che in Francia, quando il libro è uscito, molte chiese mi hanno chiesto foto per fare delle esposizioni. Penso che ci siano delle risorse umane importanti tra tutti questi credenti, un settore dove gli ecologisti non hanno saputo lavorare a sufficienza”.

La rivoluzione spirituale

“Oggi c’è bisogno – spiega Arthus-Bertrand - di una rivoluzione ma non ci sarà una rivoluzione politica, non sarà nemmeno una rivoluzione scientifica perché nessuno è in grado di rimpiazzare i 95 milioni di barili di petrolio che consumiamo ogni giorno con dei pannelli solari o l’eolico anche se abbiamo bisogno di queste energie alternative. Oggi la parte di energia rinnovabile, se sottraiamo le dighe, è praticamente nulla. Bisogna sapere che una rivoluzione scientifica non sarebbe in grado di salvarci dal riscaldamento climatico e non sarà nemmeno una rivoluzione economica a farlo perché l’economia ha un solo bisogno: credere nella crescita infinita. Ma la crescita illimitata non esiste in natura, è solo un’illusione che sta distruggendo il mondo. C’è bisogno di una rivoluzione spirituale ed è su questo punto che mi ritrovo con il Papa. Penso ad una evoluzione interiore: non si riuscirà a cambiare il mondo se non cambieremo gli uomini. Anche se non sono credente, anche se non credo in Dio, penso che esiste il bene e il male ed oggi viviamo nella banalità del male.

La banalità del male

“La banalità del male – sottolinea ancora il fotografo francese - ci circonda e per questo non ce ne accorgiamo più: sia che si tratti della sofferenza animale o del mio Paese, terzo venditore di armi al mondo e al tempo stesso il Paese dei diritti umani. Penso che questo Papa, verso il quale nutro grande ammirazione, può fare più di tutti i suoi predecessori. Credo alla scienza ma penso che tutte le nostre conoscenze scientifiche attuali si sbriciolano davanti alla nostra convinzione che l’uomo sia eterno e che troveremo comunque la soluzione. No, per il momento non abbiamo trovato una soluzione e l’unica via d’uscita è spirituale. È complicato certo: provengo da un Paese ricco, io posso cambiare ma il mio Paese no, può solo inquinare ancora di più. È una riflessione generosa e il Papa dice una parola formidabile: “Avere la coscienza amorosa del mondo”, “avere la coscienza amorosa della vita”. Credo nei valori cristiani che sono quelli della compassione, dell’empatia, dell’onestà, della morale, dell’etica, della gentilezza, della comprensione, mi sento cristiano senza credere in Dio”.

 

 

 

04 dicembre 2018, 12:12