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La buona politica a servizio della pace

Pubblicato oggi il tema del Messaggio del Papa per la 52.ma Giornata mondiale della Pace, che sarà celebrata il 1° gennaio 2019, accompagnato da un commento. Intervista a don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace

Roberta Gisotti – Città del Vaticano

Ogni cittadino è responsabile della politica

 “La responsabilità politica appartiene ad ogni cittadino, e in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare”. Su questa premessa si fonda il tema scelto da Papa Francesco per la prossima Giornata mondiale della Pace, che come di consueto aprirà il nuovo anno: “La buona politica è al servizio della pace”.

Non c'è pace senza fiducia reciproca

“Questa missione – si legge nel commento - consiste nel salvaguardare il diritto e nell’incoraggiare il dialogo tra gli attori della società, tra le generazioni e tra le culture. Non c’è pace – viene ricordato - senza fiducia reciproca. E la fiducia ha come prima condizione il rispetto della parola data. L’impegno politico, che è una delle più alte espressioni della carità, porta la preoccupazione per il futuro della vita e del pianeta, dei più giovani e dei più piccoli, nella loro sete di compimento”.

Conflitti armati, tensioni e intolleranze diffusi nel mondo

“E’ un messaggio tutt’altro che scontato”, osserva don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, “in un mondo dove sembra trionfare   l’antipolitica, dove dare addosso al politico – mandiamoli a casa sono tutti ladri - è diventato quasi un sport, dove sembra anche a livello mondiale che la politica non abbia più un valore se non mostrare l’arroganza del potere, la guerra, gli interessi dei mercanti di armi, di oro, di diamanti… mentre il Papa ci ricorda che la politica è la massima espressione della carità. Quindi quando guardiamo gli impoveriti del mondo, quando guardiamo lo Yemen – per stare nell’attualità - vittima di bombe spedite anche dall’Italia, allora ci chiediamo dov’è la politica, è lì solo a certificare questo? Allora il Papa ci mette un aggettivo parla della ‘buona politica’. Un invito a riscoprire per il presente e per il futuro l’importanza del ruolo politico che ognuno di noi ha ed anche l’importanza dell’impegno politico della polis per il bene comune del pianeta, per riparare ai disastri ambientali di cui siamo responsabili anche noi. C’è bisogno di ragionare, di confrontarsi e di riscoprire il valore della politica e di mettere al centro l’uomo e che ognuno faccia la sua parte”.

Chi è rispettato nei suoi diritti è indotto a rispettare i diritti altrui

“Questo è un invito – sottolinea don Sacco - per tutti noi, rispetto ad esempio al tema dell’immigrazione, quando diciamo ‘gli stranieri sono delinquenti, strupratori, ecc…’, o quando criminalizziamo certi modelli di accoglienza si va nella direzione di negare i diritti a chi li chiede e non li vede rispettati. Se noi seminiamo odio e razzismo non possiamo raccogliere buoni frutti ma solo ponti distrutti e muri di filo spinato. Per questo la nostra Marcia della Pace nella notte di Capodanno sarà quest’anno a Matera, capitale nel 2019 della cultura europea, perché vogliamo che la pace diventi anche un impegno culturale”.

La pace è la buona notizia da annunciare all’umanità

“La pace non è un hobby o una fissazione di qualcuno. La pace è la buona notizia che tutti noi - uomini, donne, studenti, casalinghe, preti, laici, credenti e non credenti - siamo chiamati a seminare, percorrendo una strada certo in salita dove è proprio la pace che apre alla speranza”.

Ascolta l'intervista a don Renato Sacco
06 novembre 2018, 09:38