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Il Papa al Premio Ratzinger: più spazio alle donne nei ruoli di responsabilità della Chiesa

Papa Francesco alla cerimonia per il conferimento del Premio Ratzinger a Marianne Schlosser e Mario Botta: "La teologia e l’arte devono continuare ad essere animate ed elevate dalla potenza dello Spirito, sorgente di forza, di gioia e di speranza"

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

In occasione della cerimonia per il conferimento del Premio Ratzinger alla professoressa Marianne Schlosser e all'architetto Mario Botta, oggi nell'Aula Clementina in Vaticano, Papa Francesco nel suo discorso ha rivolto il suo pensiero "affettuoso e grato" a Benedetto XVI, sottolineandone l'eredità culturale e spirituale:

Come estimatori della sua eredità culturale e spirituale, voi avete ricevuto la missione di coltivarla e continuare a farla fruttificare, con quello spirito fortemente ecclesiale che ha contraddistinto Joseph Ratzinger fin dai tempi della sua feconda attività teologica giovanile (...) vi incoraggio a continuare a studiare i suoi scritti, ma anche ad affrontare i nuovi temi su cui la fede viene sollecitata al dialogo, come quelli che sono stati da voi evocati e che considero attualissimi, della cura del creato come casa comune e della difesa della dignità della persona umana.

Marianne Schlosser 

Docente all'Università di Vienna e profondamente convinta, come Benedetto XVI, dell'importanza della teologia per comunicare la fede e rendere possibile il dialogo tra il mondo accademico e quello dei credenti, Marianne Schlosser è la seconda donna, dopo la biblista Anne-Marie Pelletier, ad aver ricevuto questo premio. A riguardo, Papa Francesco così si è espresso:

E' molto importante che venga riconosciuto sempre di più l’apporto femminile nel campo della ricerca teologica scientifica e dell’insegnamento della teologia, a lungo considerati territori quasi esclusivi del clero. È necessario che tale apporto venga incoraggiato e trovi spazio più ampio, coerentemente con il crescere della presenza femminile nei diversi campi di responsabilità della Chiesa, in particolare, e non solo nel campo culturale.

Mario Botta

E' dallo scorso anno che, oltre alla teologia, il Premio Ratzinger viene conferito nel campo delle arti cristianamente ispirate. Ad essere premiato in questa edizione, l'architetto Mario Botta (Ascolta l'intervista) che nella sua lunga carriera ha mostrato una particolare sensibilità verso la sacralità dello spazio, come dimostrano le chiese da lui progettate:

Mi congratulo perciò con l’Architetto Mario Botta. In tutta la storia della Chiesa gli edifici sacri sono stati richiamo concreto a Dio e alle dimensioni dello spirito ovunque l’annuncio cristiano si è diffuso nel mondo; hanno espresso la fede della comunità credente (...) L’impegno dell’architetto creatore di spazio sacro nella città degli uomini è quindi di valore altissimo, e va riconosciuto e incoraggiato dalla Chiesa, in particolare quando si rischia l’oblio della dimensione spirituale e la disumanizzazione degli spazi urbani.

Teologia, arte e Spirito

Rimanendo ancorato "al nostro tempo" e volgendo lo sguardo alla speranza sorretta dallo Spirito e dall'impegno degli uomini, il Papa ha concluso citando un discorso del 2009 di Benedetto XVI:

In occasione della sua visita a Bagnoregio, patria di San Bonaventura, Benedetto XVI così si esprimeva: «Una bella immagine della speranza la troviamo in una delle sue prediche di Avvento dove paragona il movimento della speranza al volo dell’uccello, che dispiega le ali nel modo più ampio possibile, e per muoverle impiega tutte le sue forze. Rende, in un certo senso, tutto se stesso movimento per andare in alto e volare. Sperare è volare, dice San Bonaventura. Ma la speranza esige che tutte le nostre membra si facciano movimento e si proiettino verso la vera altezza del nostro essere, verso le promesse di Dio. Chi spera – egli afferma – “deve alzare il capo, rivolgendo verso l’alto i suoi pensieri, verso l’altezza della nostra esistenza, cioè verso Dio”» .

17 novembre 2018, 12:40