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16 ottobre 1978, l'elezione di Giovanni Paolo II

Il primo Papa slavo nella storia della Chiesa. Vero testimone del Vangelo è stato proclamato Santo da Papa Francesco. Sostenitore del dialogo ecumenico ed interreligioso, ha ideato le Giornate Mondiali della Gioventù ed ha traghettato la Chiesa nel XXI secolo

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

Carissimi fratelli e sorelle,

siamo ancora tutti addolorati dopo la morte del nostro amatissimo Papa Giovanni Paolo I. Ed ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato da un paese lontano... lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana. Ho avuto paura nel ricevere questa nomina, ma l’ho fatto nello spirito dell’ubbidienza verso Nostro Signore Gesù Cristo e nella fiducia totale verso la sua Madre, la Madonna Santissima.

Sono le prime parole di Giovanni Paolo II, il cardinale polacco Karol Wojtyla salito al Soglio Pontificio la sera del 16 ottobre 1978, dopo l'improvvisa morte del predecessore, Giovanni Paolo I.  Il Papa"venuto di lontano", dunque, che conquisterà i cuori di intere generazioni. Il Pontefice che traghettò la Chiesa nel nuovo millennio e che fu protagonista di un periodo della storia tanto importante quanto movimentato. Diventerà Beato il primo maggio 2011 con una celebrazione presieduta da Benedetto XVI, e proclamato Santo da Papa Francesco il 27 aprile 2014 nella domenica dei "quattro Papi".

Protagonista della storia

Disposto al dialogo interreligioso ed ecumenico, difese la pace e la dignità dell'uomo. Fu parte determinante per la caduta del comunismo e viaggiò in ogni angolo del mondo per portare il Vangelo. Il 13 maggio del 1981 fu vittima di un attentato in Piazza San Pietro ma nulla poteva intaccare la sua fede e il suo coraggio che lo spinsero, anche durante i duri anni della malattia ad essere testimone del Vangelo.

Il Papa dei giovani

"Chi sta con i giovani rimane giovane" disse ai due milioni di ragazzi presenti a Tor Vergata, Roma, per la Giornata Mondiale della Gioventù. Era il 19 agosto del 2000 e Karol Wojtyla, il Papa polacco, lasciò quello che in molti considerano essere il suo testamento spirituale:

Questa sera vi consegnerò il Vangelo. E' il dono che il Papa vi lascia in questa veglia indimenticabile. La parola contenuta in esso è la parola di Gesù. Se l'ascolterete nel silenzio, nella preghiera, facendovi aiutare a comprenderla per la vostra vita dal consiglio saggio dei vostri sacerdoti ed educatori, allora incontrerete Cristo e lo seguirete, impegnando giorno dopo giorno la vita per Lui!

Le prime parole di Giovanni Paolo II, la sera della proclamazione
16 ottobre 2018, 09:58